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La spinta farmaceutica non basta: «Crescita debole, ferma allo 0 ,1%» | L’analisi

In Italia “si evidenzia un quadro di crescita debole rispetto alla media dell’area euro”.

Con “*un contenuto incremento congiunturale del Pil, +0,1%*” nell’ultimo trimestre del 2025, e i dati che “segnalano un indebolimento generalizzato dell’economia a ottobre, dopo la ripresa nel mese precedente”.

Non c’è ottimismo nelle previsioni dell’Istat contenute nella sua Nota sull’andamento dell’economia italiana diffusa ieri.

Pur riconoscendo che a livello internazionale, a fine 2025 “l’attenuazione delle tensioni commerciali e il taglio dei tassi d’interesse hanno ridotto l’incertezza, contenendo in parte le pressioni al ribasso sulla crescita dell’economia mondiale”, l’istituto pone l’attenzione sui “nuovi focolai di instabilità” dell’inizio del 2026 che potrebbero causare “un rallentamento dell’attività economica a livello internazionale”.

E anche l’Italia non sarebbe immune.

“Modesta” la dinamica del commercio, con un +0,3% per l’export e un +0,2% dell’import nel trimestre agosto-ottobre 2025, così come segno ancora negativo per la produzione industriale (-1% in ottobre).

Leggero calo anche per l’occupazione dopo due mesi di crescita (-0,1%), ma il tasso di disoccupazione scende al 5,7%, al di sotto della media Ue (6,3%).

Quello di inattività sale al 33,5%.

E l’inflazione per il 2025 è dell’1,7%, contro il 2,1% dell’area euro, ma cresce il carrello della spesa, +2,2% in dicembre.

In questo scenario, c’è un settore, analizza l’Istat, che invece ha registrato performance molto positive, sia per la produzione (+1,6%) sia per gli scambi commerciali, la farmaceutica: nei primi dieci mesi del 2025 l’export ha segnato +33,7%, l’import +44,6%, e gli Usa sono diventati il principale partner dell’Italia.

Ma non basta a trainare la crescita.

Basti pensare che l’export delle auto ha segnato -9,7%.

Però Banca d’Italia segnala l’aumento delle richieste di prestiti bancari: +2,1% in novembre, di cui +2,3% alle famiglie e +1,8% alle imprese non finanziarie.

Ma anche per l’istituto di via Nazionale la crescita sarà debole: le stime per il 2025 variano dallo 0,4% allo 0,6% e per il 2026 fra lo 0,6% e lo 0,8%.

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