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La sindrome cinese dell’Occidente | L’analisi di Marco Travaglio

Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano descrive ironicamente la ‘sindrome cinese’ dell’Occidente:

“Sembra ieri che Nato e Ue dichiaravano guerra alla Cina. Hacker e troll cinesi, come i russi, truccavano tutte le elezioni occidentali (‘Elezioni, l’onda fake da Cina e Russia’, Corriere).

E fabbricavano persino ‘fake news contro Kate Middleton’ (Giornale).

E poi ’sti cinesi, oltre a essere tutti uguali e a non morire mai, ‘stanno silenziosamente defraudando l’Italia delle sue tecnologie e delle sue aziende’ (Rep).

E che dire delle ‘bodycam destinate ai poliziotti’ comprate ‘sotto il governo Conte’ e del ‘filo con la Cina che allarma gli 007’ (Corriere)?

E ‘i parlamentari italiani spiati dalla Cina e le interferenze che ancora non vediamo’ (Foglio)?

E ‘gli occhi russo-cinesi sulle Svalbard’, le decisive isole nel Mar Glaciale Artico con ben 2.940 abitanti (Foglio)?

Senza contare che la Cina ci controlla e ci pilota con TikTok, che va bandito da tutto l’orbe democratico.

Il 29.6.22 Stoltenberg tuonò: ‘La Cina minaccia interessi, sicurezza e valori della Nato’ e tutta Europa fece sì sì.

Nel febbraio ’23 – ricorda TravaglioBiden denunciò un attentato alla sicurezza nazionale: un pallone aerostatico cinese giunto in Montana dal Pacifico.

Pechino disse che era una sonda meteo dirottata dal vento.

Ma gli Usa: ‘È attrezzata per attività di spionaggio’.

Blinken annullò la visita a Pechino e fece abbattere quel pallone a elio da 12 dollari con un missile aria-aria da 400 mila dollari lanciato da un caccia F-22.

Il mondo trattenne il fiato, poi il Pentagono dovette ammettere che era una sonda meteo e non aveva spiato una mazza.

Nel luglio ’24 la Nato ribadì che la Cina è il nostro ‘rivale strategico’.

E l’Ue sempre a rimorchio.

Su Rep Merlo stilò il ‘lungo l’elenco di italiani illustri sedotti dalla Cina, a cominciare da Grillo, Conte, D’Alema’.

Infatti Conte, noto trumpiano filo-russo/cinese, aveva firmato la Via della Seta per non farci fregare anche quel mercato dai presunti amici.

Poi la Meloni la stracciò d’intesa con quel gran genio della Belloni e si meritò il bacetto di Biden sul capino.

Ma non bastava: ‘Bisogna liberare l’Africa dal controllo russo-cinese’, annunciò marziale Urso, pregustando nuovi posti al sole.

Ora, contrordine.

Ursula rilancia: ‘Pronti a espandere l’intesa con Pechino’ (Rep).

‘I dazi di Trump aprono a Pechino le porte dell’Ue’ (Stampa).

‘La tentazione dell’Europa di tornare a chiedere aiuto alla Cina’ (Foglio).

Gentile Xi Jinping, ha per caso conservato una fotocopia della Via della Seta?

No, perché questi pagliacci cambiano più amici e nemici che calzini e mutande”.

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