“Dopo il ‘Liberation Day’ di aprile, in cui il presidente Trump annunciava la svolta epocale sui dazi, molti si aspettavano che l’economia americana sarebbe presto entrata in recessione.
Invece, nonostante l’impennata dell’incertezza economica e un aumento dei dazi dal 2% a quasi il 18% in media, la crescita americana nel 2025 probabilmente supererà l’1.5%, in rallentamento rispetto al 2.8% dell’anno prima, ma comunque sopra la crescita europea.
Cosa spiega la resilienza dell’economia americana? E cosa aspettarci nel prossimo futuro?
La risposta alla prima domanda è: soprattutto il boom degli investimenti tecnologici.
Gli investimenti legati all’intelligenza artificiale hanno dato un contributo alla crescita di oltre l’1% nella prima metà dell’anno.
Inoltre, una parte importante dell’aumento dei dazi è stato assorbito da una riduzione dei margini degli esportatori e degli intermediari commerciali, riducendo l’impatto sui prezzi al consumo.
La principale incognita per il futuro è l’intelligenza artificiale.
Il boom degli investimenti tecnologici non è finito, e continuerà a sostenere la crescita anche il prossimo anno.
Ma la questione più importante – osserva l’editorialista – riguarda gli effetti e i tempi dell’adozione dell’intelligenza artificiale in tutta l’economia.
Su questo punto, vi sono due visioni contrastanti.
La visione ottimista si basa sulle stime di quanto l’intelligenza artificiale consentirà di ridurre i tempi necessari a svolgere una moltitudine di compiti cruciali nel sistema produttivo.
Vi è anche una visione meno ottimistica, tuttavia.
Se l’intelligenza artificiale aumenterà così tanto la produttività, distruggerà anche molti posti di lavoro.
Nel lungo periodo, nasceranno nuove occupazioni e nuove mansioni.
Ma la fase di transizione, in cui il lavoro è spiazzato dall’intelligenza artificiale, potrebbe essere lunga.
Entrambe queste visioni contengono importanti elementi di verità.
È molto probabile che, anche nei prossimi anni, l’economia americana continuerà a sorprenderci per la sua forza e vitalità, e per la sua capacità di innovare.
Ma, ancora più che in passato, la crescita economica beneficerà solo una minoranza dei cittadini, accentuando diseguaglianze e malessere sociale.
Non è un quadro rassicurante – conclude – soprattutto se si tiene conto del deterioramento delle istituzioni politiche americane.”








