«Cercate di uscire velocemente dalla condizione di incertezza in cui versa il governo, c’è l’allarmante situazione causata dalla pandemia da affrontare… Per il resto, la sintesi sta a lei».
Questo aveva detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al premier Giuseppe Conte, ieri poche ore prima che il senatore e leader di Italia Viva Matteo Renzi, formalizzasse in una affollata conferenza stampa le dimissioni delle due ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e del sottosegretario Ivan Scalfarotto.
Lo racconta il quirinalista Marzio Breda che analizza i possibili scenari.
“Adesso Conte secondo la prassi istituzionale ha davanti a se tre strade”.
1) “Conte prende atto della sortita di Renzi, va al Quirinale e si dimette, sperando che le dimissioni siano respinte o di avere un reincarico per prendere tempo e negoziare a tutto. Durante una crisi politica, nel percorso di chiarimento tra i partiti di una coalizione, Lo scenario istituzionale prevede che il capo dello Stato possa adottare diverse soluzioni. Il primo passo del Quirinale per tentare una ricomposizione, dopo aver ascoltato leader di partito, capigruppo parlamentari e presidenti di Camera e Senato, è di solito il rinvio alle Camere: qui si deve verificare se permane il rapporto di fiducia tra governo e maggioranza campo (per inciso: nella Prima Repubblica si faceva così)”.
2) “Conte va subito a riferire alle Camere, parlamentarizzando una crisi nata al buio e annusando lì, sul campo di tutte le manovre, se esistono margini per rilanciarsi rispetto all’azzeramento di Palazzo Chigi preteso, di fatto, da Renzi”.
3) “Conte sfida il rivale in Aula chiedendo la fiducia e avendo magari intanto contrattato il sostegno dei fatidici responsabili (opzione che potrebbe far storcere il naso a Mattarella, il quale ha sempre evocato il bisogno di «maggioranze solide e con cm perimetro ben chiaro», altrimenti qualsiasi governo rischia d’essere costruito sulla sabbia)”.
“Tre scelte – scrive Breda sul Corriere – di un percorso nel quale il presidente non può entrare. E alle quali va comunque aggiunta la possibilità di perdere un po’ di tempo per prendere tempo, insistendo per qualche giorno sul negoziato fra le parti in causa. Sapendo tutti che Mattarella considera di essere stato anche troppo paziente, fino ad ora”.








