Gli aiuti dei Paesi Ue all’economia vanno mantenuti e consolidati. È questo il suggerimento che arriva dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) nello studio dedicato all’Eurozona e dalla direttrice Kristalina Georgieva.
Il Recovery Plan può dare una «significativa spinta alla crescita se attuato in modo efficace», dicono gli analisti di Washington, sottolineando che la sospensione del Patto di Stabilità deve essere estesa fino a quando la ripresa sarà saldamente attivata.
Una prospettiva che, in questo momento, non appare imminente. Le speranze di una ripresa economica impetuosa nel 2021 sembrano anzi farsi più deboli.
«La nascente ripresa nell’area euro è minacciata da una seconda ondata» di Covid-19: «a meno che la dinamica della pandemia non cambi in modo significativo nei prossimi mesi, la crescita nel primo trimestre del 2021 sarà più debole di quanto previsto».
Secondo il report congiunto dell’Istat, dell’Istituto di studi e previsione economica tedesco Ifo e dell’Istituto svizzero Kof, i rischi di deflazione si stanno moltiplicando. A novembre la dinamica dei prezzi al consumo è rimasta negativa, portando l’economia in deflazione (-0,3%). L’andamento è stato determinato dalle diminuzioni dei prezzi dell’energia, oltre che dalla riduzione temporanea delle aliquote Iva tedesche, entrata in vigore a luglio. Nel quarto trimestre, l’evoluzione dei prezzi sarà maggiormente orientata alla «stabilizzazione dei ritmi raggiunti (-0,3%) portando, nella media del 2020, ad un aumento dello 0,2%».
Le chiusure delle attività in molti Paesi europei a partire da ottobre, infine, non potevano che farsi sentire sui consumi privati (-3,7%), mentre l’atteso miglioramento dell’evoluzione della pandemia e il proseguimento delle politiche a favore dell’occupazione e dei redditi dovrebbero portare a un miglioramento delle spese delle famiglie nel primo e nel secondo trimestre del 2021, rispettivamente con un +0,7% e +2,7%.
Per questa ragione la politica monetaria della Bce, afferma il FMI, è stata appropriata, ma un ulteriore sostegno potrebbe essere necessario per «facilitare un sostenuto aumento dell’inflazione». Si attende che il Pil recuperi nel primo trimestre del prossimo anno (+0,7%) per poi accelerare nel secondo (+3,0%). A condizione, naturalmente, che la variante inglese del Covid 19 non faccia più danni del previsto.
In ogni caso, BioNtech ha anticipato di essere in grado di fornire un nuovo vaccino «in sei settimane» in caso di mutazione del virus. «Stiamo assistendo a un inizio di ripresa, ma l’attività economica resta ben al di sotto dei livelli pre-pandemia», afferma Kristalina Georgieva. Il direttore generale del FMI loda inoltre la rapida risposta delle autorità di Eurolandia alla crisi e invita ancora una volta i governi a non ritirare in modo prematuro gli stimoli messi in campo per far fronte alla pandemia.
Gli «ostacoli nel finalizzare» il Recovery Plan e nello «sborsare i fondi devono essere superati», in quanto i «ritardi potrebbero danneggiare le prospettive di ripresa dell’area euro». L’impatto sulla crescita del Recovery dipenderà dalla «qualità e dall’efficienza della spesa dei governi e dai progressi sulle riforme strutturali».








