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Scienziato, imprenditore e super esperto dei semiconduttori. Ecco chi è Benedetto Vigna, il nuovo Ceo di Ferrari. Obiettivo: mobilità sostenibile

Il nuovo CEO di Ferrari, Benedetto Vigna (nato a Potenza, nel 1969, laurea con lode in Fisica subnucleare presso  l’Università di Pisa), non ha il profilo canonico del manager. 

Il background è a metà tra quello dello scienziato e quello dell’imprenditore con un asso nella manica chiave per l’industria dell’automotive in questo particolare momento storico: è un profondo conoscitore dei semiconduttori.

Vigna gestisce una divisione – Analog, Meme & Sensors presso ST – da lui fondata che nel 2020 ha realizzato un fatturato di 3,89 miliardi Usd con un margine operativo del 20,8%. Ha oltre 200 brevetti attivi sulla microlavorazione. E’ autore di numerose pubblicazioni e siede nei consigli di amministrazione di diversi programmi finanziati dall’Ue. I contributi di Vigna all’industria sono stati riconosciuti con l’Executive of the Year Award del Mems Industry Group (2013), l’European Semi Award (2013), l’IEee Frederik Philips Award (2015) e il Manager of the Year 2017 dalla rivista  tedesca Markt & tecnico. Il top manager ha sperimentato le iniziative di successo della ST nel campo dei microfoni, bussole elettroniche e controller touchscreen, oltre a sensori ambientali, microattuatori, sensori industriali e  automobilistici e radio a bassa potenza per IoT.   

Da febbraio 2020, Vigna è membro dell’Electronic Cluster Advisory Board (Cab) per l’Agenzia per la scienza, la tecnologia e la ricerca (A Star) di Singapore. Un aneddoto: insieme al suo team è stato pioniere del “giroscopio a tre  assi” che ha debuttato nell’Apple iPhone 4, una tecnologia di sensori che ha rivoluzionato l’esperienza dello smartphone consentendo allo schermo di adattarsi al formato verticale o orizzontale come si gira il ricevitore.    

Al progetto – le cui controparti clienti in Apple erano Tony Blevins  (ora Coo) e Jeff Williams (il leggendario capo degli appalti) – è stato dato il nome in codice interno “Fast and Furious” a causa della scadenza incredibilmente impegnativa, fissata da Apple in una riunione a Cupertino nell’ottobre 2009. Il prodotto doveva essere consegnato in pochi mesi. E’ stato poi illustrato da Steve Jobs sul palco all’Apple reveal nel 2010, entusiasmando il pubblico e i consumatori di tutto il mondo.

Le parole pronunciate da John Elkann lo scorso maggio parlando del futuro ceo di Ferrari, Benedetto Vigna, nominato oggi, non sono passate inosservate. “Il tema della mobilità sostenibile è divenuto centrale anche per” la Rossa, “che ha appena intrapreso il suo percorso di elettrificazione, e che soprattutto si sta preparando a svelare il suo primo modello completamente elettrico nel 2025. Il futuro della Ferrari si annuncia ricco di sfide emozionanti e di straordinarie opportunità da cogliere: il nuovo a.d. troverà a Maranello un’organizzazione che possiede talento, capacità ed entusiasmo per costruire un grande futuro”.   

Il presidente del Cavallino, inoltre, in occasione dei risultati  trimestrali aveva anticipato che il nuovo timoniere avrebbe avuto importanti capacità tecnologiche smentendo le indiscrezioni relative a un manager proveniente dal mondo del lusso. La scelta è dettata dal fatto che le parole chiave nei prossimi 4/5 anni per la Rossa saranno elettrificazione e innovazione a 360 gradi per cavalcare un settore ormai in profonda trasformazione.   

Non va trascurato che il 2022 sarà un anno particolarmente importante per il Cavallino anche per i lanci di nuove vetture e del Purosangue in particolare: le strategie verranno illustrate nel dettaglio da Vigna nel corso del Capital Markets Day che si terrà proprio nel 2022, ma direzione e obiettivi sono tracciati. Ferrari ha dovuto rinviare una serie di  iniziative per affrontare l’impatto del virus Covid-19 lo scorso anno, sia sul gruppo che sui fornitori italiani. E ha deciso di essere più prudente sulle spese anche nel 2021. Ciò è anche alla luce delle continue incertezze legate alla pandemia, che ora si stanno più o meno diradando.

“Di conseguenza, e tenendo conto anche delle implicazioni del Covid-19 per la diversificazione del marchio e le attività relative alla F1, ora ci aspettiamo che anche se i nostri risultati nel 2022 saranno migliori del 2021 – che riteniamo sarà molto forte – il risultato dei nostri obiettivi finanziari per il 2022 saranno rinviati al 2023”, aveva spiegato ancora Elkann. Il tempo necessario affinché il nuovo ceo si insedi e inizi a lavorare spingendo su ricerca, ricavi ed efficienza. La sua profonda conoscenza del mondo dei semiconduttori sarà di grande aiuto per Ferrari, in un momento in cui la carenza di tali elementi sta mettendo a dura prova il business dell’intero settore dell’auto.   

La Rossa ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto di 206 milioni, in crescita del 24% rispetto allo stesso periodo del 2020. I  ricavi netti sono stati pari a 1,011 miliardi, in aumento dell’8%. Nel primo trimestre le auto consegnate hanno raggiunto quota 2.771, con un aumento dell’1,2%. Le consegne della SF90 Stradale e della Ferrari Roma continuano ad accelerare, mentre la famiglia 488 Pista e la Ferrari Portofino sono arrivate a fine produzione. Le consegne delle Ferrari Monza SP1 e SP2 proseguono in linea con il piano di produzione. Il gruppo è fiducioso di soddisfare il massimo della guidance per il 2021 in tutte le metriche.    

Il nuovo Ceo dovrà tenere sotto osservazione anche le geografie del marchio. “Stiamo godendo di una domanda e di una raccolta ordini vivace, soprattutto negli Stati Uniti e in Cina, dove la dimensione del portafoglio ordini è raddoppiata negli ultimi mesi, il che è un ottimo modo per iniziare a preparare il nostro 30° anniversario nel 2022”. Cina e  Stati Uniti dovranno rimanere centrali e aumentare le performance. 

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