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In Italia il gap generazionale frena i pagamenti con i dispositivi mobili | Il report Neuk

Il punto vendita è diventato l’epicentro del cambiamento nel settore dei pagamenti, ma milioni di aziende continuano a operare con infrastrutture obsolete, incapaci di rispondere alle nuove esigenze del consumatore digitale.

Lo rivela il nuovo report Neuk, società tecnologica di Minsait (Gruppo Indra) specializzata in infrastrutture di pagamento, che analizza come la riscossione dei pagamenti tramite smartphone (SoftPOS) e i modelli basati sulle subscription stiano emergendo come nuovi driver di competitività per i retailer.

Lo studio Accettazione dei pagamenti nei punti vendita al dettaglio, realizzato da Neuk in collaborazione con AFI (International Financial Analysts), si basa su oltre 5.200 interviste condotte in Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Messico, Perù, Repubblica Dominicana, Uruguay, Spagna, Italia, Portogallo e Regno Unito.

Tra i suoi principali risultati, evidenzia l’accelerazione della riscossione dei pagamenti digitali da dispositivi mobili in America Latina e il persistente ritardo in Europa, soprattutto nel commercio locale.

Nonostante il potenziale tecnologico, la digitalizzazione dei punti vendita è ancora ostacolata da lacune nell’adozione, quadri normativi non allineati e un ecosistema frammentato che impedisce la diffusione di esperienze realmente integrate.

In Italia, l’adozione della tecnologia SoftPOS (pagamento tramite mobile/tablet come POS o QR code) è più limitata rispetto all’America Latina e ad altri paesi europei: mentre il Portogallo si distingue con un tasso superiore al 50% e la Spagna si aggira intorno al 40%, l’Italia si ferma al 38%. Solo il Regno Unito presenta un tasso inferiore (30%).

Esiste un divario generazionale significativo: solo il 13% degli over 55 in Europa ha utilizzato SoftPOS, mentre il 42% di questo gruppo non è a conoscenza della possibilità di pagare con questa tecnologia.

La riluttanza a pagare con SoftPOS in Italia è legata tanto alla mancanza di fiducia nei confronti di questa tecnologia – che comprende l’insicurezza relativa alla riservatezza dei dati e alla sicurezza della tecnologia stessa (29%) – quanto alla preferenza per altri metodi di pagamento (28%), in particolare il contante tra gli anziani.

A frenare, anche i problemi tecnici (26%) e la mancanza di sicurezza nei confronti della realtà che ha offerto questa possibilità di pagamento al consumatore (14%).

Il rapporto conferma che l’America Latina è all’avanguardia nell’adozione di soluzioni di pagamento mobile (SoftPOS), con il 62% della popolazione bancarizzata che ha effettuato pagamenti presso attività commerciali che utilizzano questa tecnologia, rispetto al 41% in Europa.

Il salto non è da poco: questo tipo di soluzione elimina la necessità di terminali fisici (POS), consentendo alle piccole imprese di trasformare qualsiasi telefono cellulare o tablet in un punto di pagamento contactless.

“Per decenni, l’accettazione dei pagamenti digitali è stata limitata da un modello rigido, costoso e fisico – afferma Javier Rey, ceo di Neuk. – Quello che sta accadendo oggi è un cambiamento di paradigma: la funzione del terminale è integrata nello smartphone, il commercio diventa più agile e i costi si riducono drasticamente. Quello che un tempo era un limite tecnologico sta ora diventando un modo per attivare un nuovo modello operativo per le aziende che erano rimaste escluse dalla trasformazione digitale.”

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