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Governo Meloni, spread dimezzato in due anni | L’analisi

Nel suo ufficio al primo piano di Palazzo Chigi, che ha voluto ritinteggiare di bianco dopo aver sostituito le austere tappezzerie damascate trovate al momento del suo ingresso nella stanza il 22 ottobre 2022, la premier Giorgia Meloni conta i giorni.

Anelando, però, non la libertà, ma il Guinness dei Primati: il suo governo soffierà due candeline attestandosi al settimo posto nella classifica degli esecutivi più longevi della storia repubblicana: 731 giorni, nove in più del secondo Prodi, 121 in meno del Moro III.

La sfida del rimpasto, per ora, è sostanzialmente vinta: tolti i due sottosegretari Vittorio Sgarbi e Augusta Montaruli, e i ministri Gennaro Sangiuliano (sostituito in corsa con Alessandro Giuli dopo l’affaire Boccia) e Raffaele Fitto (atteso all’esame da commissario Ue il 12 novembre all’Europarlamento), scrive MF-Milano Finanza, la squadra è la stessa di quella immortalata nella foto di gruppo scattata due autunni fa al Quirinale.

Se per Fitto il problema dovrebbe essere aggirato con una redistribuzione delle sue numerose deleghe, l’unica incognita resta il possibile rinvio a giudizio di Daniela Santanchè per il crack Visibilia.

Anche se l’intenzione di Matteo Salvini di restare in sella in caso di condanna nel processo Open Arms (la sentenza è attesa il 20 dicembre) potrebbe decretare la salvezza della titolare del Turismo.

Di questo, però, si parlerà più avanti.

Oggi, in cima ai pensieri della premier c’è la manovra da 30 miliardi: cinque in più della prima – varata in corsa dopo l’avvicendamento con Mario Draghi in piena crisi energetica – due in meno della scorsa.

Per il 2026-2027, invece, le leggi di bilancio costeranno rispettivamente 35 e 40 miliardi.

Con la prossima legge di bilancio, il governo onorerà l’impegno di rendere strutturali il taglio del cuneo (rimodulato) e l’Irpef a tre aliquote, con possibilità di un pur minimo ritocco su quella mediana in base all’esito del concordato preventivo.

“Fatta eccezione per qualche intemerata a borse aperte (si veda l’ultima intervista di Giorgetti a Bloomberg), la convivenza tra governo e Piazza Affari è apparsa finora pacifica: dal momento dell’insediamento a oggi il Ftse-Mib ha registrato una progressione di quasi 14 mila punti (+62,46%)” scrive Milano Finanza.

Di segno diametralmente opposto, l’andamento del famigerato spread Btp-Bund, crollato dai 233 punti del 22 ottobre 2022 ai 117 dell’ultima seduta (-48,75%).

Un attestato di stima e di fiducia nella sostenibilità del debito, a dispetto del +7% macinato nell’ultimo biennio, con la soglia psicologica dei 3 mila miliardi sempre più vicina.

Da segnalare, alla voce “dismissioni” dell’era Meloni, la cessione della rete Tim e la chiusura della partita Ita-Lufthansa durata ben oltre i tempi supplementari.

L’attenzione ai fondamentali dovrà restare massima: con il ripristino del Patto di Stabilità dopo la pausa Covid, ci sarà di nuovo da fare i conti con Bruxelles, che ha già notificato a Roma una procedura d’infrazione per deficit eccessivo causata dal boom del disavanzo 2023 (7,2%) alimentato dalla bolla del Superbonus.

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