“Il risparmio è potere. Per capire che cosa sta accadendo alle banche italiane potrebbero bastare solo un paio di numeri. È vero che ci sono protagonisti e interpreti della battaglia. Ma soprattutto si parla di denaro. E il denaro è potere”.
Lo scrive Daniele Manca sul Corriere della Sera: “Quella annunciata ieri da Mediobanca e dai suoi vertici guidati da Alberto Nagel” – sottolinea l’editorialista – “è un’offerta su Banca Generali. Va ad aggiungersi alle altre che sono in atto o lo saranno.
Quella di Monte Paschi sulla stessa Mediobanca, di Unicredit sul Banco Popolare, di Bper su Popolare Sondrio, oltre a operazioni parallele come l’ingresso di Unicredit in Generali e in Commerzbank. Ma l’offerta decisa dal consiglio Mediobanca domenica ha però un merito: rende il panorama di questo grande riassetto perlomeno in parte molto più chiaro.
In sostanza Piazzetta Cuccia uscirà da Generali. L’offerta di Mediobanca, che ha come finalità la fusione con Banca Generali, al di là delle dimensioni che ovviamente varieranno, permette di offrire al mercato, agli azionisti, di scegliere tra l’opzione Mps e l’opzione Mediobanca-Banca Generali. Senza altre implicazioni.
E tutte le battaglie di potere di cui si è raccontato sinora? Le battaglie di potere – osserva Manca – si ammantano spesso di obiettivi poco chiari. Questa volta le carte sul tavolo ci sono tutte.
Tutto risolto quindi? Per niente. Il risparmio è potere se viene ben gestito. Stiamo parlando di cifre enormi. Per avere un’idea si tratta di circa 4 mila miliardi di attività finanziarie. Ma senza troppe complicazioni, si pensi solo a quella cifra oscillante tra i 1.500 e i 1.900 miliardi liquidi che famiglie e imprese hanno tenuto e tengono sui conti correnti (il debito pubblico italiano è poco sopra i tremila miliardi). Se ben utilizzati e gestiti potrebbero remunerare meglio i risparmiatori e andare a sostegno dell’economia reale del Paese.
Economia reale fatta di quel tessuto di piccole e medie imprese che, assieme al risparmio appunto, rappresenta uno dei pilastri dell’Italia.
Se il potere non è finalizzato a una strategia rimane fine a sé stesso. La scelta di Mediobanca può aver contribuito a chiarire un poco il campo di gioco permettendo a tutti i protagonisti di fare la propria scelta. Anche la politica, il governo, dovranno chiarire come intendono muoversi”.








