“Secondo me il Ponte di Messina s’ha da fare, è un’opera che può cambiare l’economia siciliana e dell’intero Mezzogiorno. Ma su una cosa occorre intendersi: non servono soldi pubblici per fare il ponte, il mercato può finanziarlo e realizzarlo molto meglio e più in fretta. Dov’è la chiave?”.
Se lo chiede l’economista Stefano Micossi dalle colonne del magazine digitale Inpiù.net
“La chiave sta nel mettere in gara insieme il progetto di costruzione e la concessione dell’esercizio per un tempo adeguato (25/30 anni), e lasciare poi che il vincitore proceda a costruire il ponte e a gestirlo una volta pronto”.
“La contropartita per l’investitore deve essere un adeguato piano tariffario che garantisca la remunerazione del progetto attraverso i pedaggi per veicoli e treni. Se il governo ritiene le tariffe troppo alte per speciali categorie di utenti, può intervenire con appositi sussidi. La cosa importante perché questa strada sia percorribile e che il governo rimuova effettivamente ogni ostacolo e possibilità di resistenza alla costruzione prima dell’avvio del progetto” conclude Micossi.








