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Il ministro del Lavoro Marina Calderone agli Stati Generali della Ripartenza: “Insieme per un mercato del lavoro buono, dignitoso ed etico”

Buon pomeriggio a voi tutti e un caro saluto agli organizzatori degli “Stati Generali della Ripartenza“, in particolare al Presidente dell’Osservatorio “Riparte l’Italia“, Luigi Balestra, e al direttore, Giuseppe Caporale.

Mi spiace non poter essere con voi a Bologna per ragionare, insieme, sui molteplici temi che si innestano nel più ampio argomento “lavoro”. Tanto più oggi e tanto più per il titolo che è stato assegnato a questa tavola rotonda, che tiene insieme etica ed efficienza nelle attività imprenditoriali.

La parola “insieme”, che ho volutamente ripetuto, è la cifra con cui desidero caratterizzare alcune riflessioni. In questi due anni di mandato, ho più volte sottolineato l’utilità e la necessità di accompagnare le sfide nel mondo del lavoro con un approccio integrato e dialogante. Un approccio inclusivo -per riassumerlo in un concetto singolo – nel senso di capace di accogliere il confronto, per migliorare la strategia verso un obiettivo che deve essere centrale per ciascuno di noi: il lavoro buono, dignitoso, etico.

L’unità negli intenti e la costanza nell’attuarli sono e restano elementi centrali per poter accompagnare le transizioni nella nostra società e i loro impatti nel mondo del lavoro. Pensiamo all’inverno demografico, che in Italia è, per restare nella metafora, particolarmente rigido e dura da molti anni.

Mettiamolo in relazione con l’innesto dell’intelligenza artificiale generativa sulle nostre attività produttive, sui modelli organizzativi che conosciamo, sulla quotidianità di ognuno di noi. Aggiungiamoci l’urgenza di agire con una chiara attenzione alla sostenibilità. Affrontare tutto questo valorizzandone le opportunità è impossibile, se l’azione non è concertata.

Ma non è utopia spendersi per riuscirci. Come in una vera orchestra, ogni soggetto che opera a vario titolo nel mondo del lavoro contribuisce a dargli forma e, con questa consapevolezza, deve agire. A partire, certamente, dalle istituzioni.

Lavoro che è stato ed è al centro delle politiche del governo insieme al sostegno per le famiglie e per la produttività delle imprese, come dimostrano le scelte per la prossima Manovra di bilancio. Ma non solo, perché quell’approccio integrato a cui facevo riferimento ha trovato una sua sintesi in molteplici misure adottate. Per esempio, riguardo al decreto flussi, che rivedendo le norme per una migliore gestione dei lavoratori in ingresso nel nostro paese grazie a controlli rafforzati e a una gestione su base triennale, abbiamo deciso di affiancare ad un’azione ad ampio raggio capace, da una parte, di stimolare la messa a terra di progetti per la formazione nei paesi d’origine di manodopera qualificata, in diretta relazione con le aziende, e dall’altra di inserire le persone in arrivo all’interno di un sistema che le ricollochi in altre posizioni lavorative una volta finito il primo contratto.

Abbiamo così utilizzato le opportunità offerte dalla digitalizzazione per progettare un sistema di rete che, attraverso la nostra piattaforma SIISL per l’incrocio di domanda e offerta di lavoro, segua queste persone e, potenzialmente, ne faciliti il ricollocamento con contratti regolari e tutele reali. Nel frattempo, questo lavoro di rete si è avvalso di una maggiore attenzione ai controlli, come dimostra l’operazione di vigilanza comunicata appena ieri, che ha permesso di far emergere irregolarità per 3.339 istanze presentate attraverso i decreti flussi tra il 2021 e il 2024 per l’arrivo in Italia di altrettanti lavoratori extracomunitari, inoltrate da 142 aziende nel salernitano.

Allo stesso modo, la collaborazione multilivello è fondamentale per strutturare una strategia basata sulle competenze che sarà il motore per il futuro dell’Italia. Tra i temi centrali che abbiamo discusso nel G7 dei Ministri del Lavoro e dell’Occupazione di Cagliari lo scorso settembre, le competenze rappresentano l’alfa e l’omega di molti nostri ragionamenti, perché pongono l’approccio umano-centrico alle transizioni in corso su un piano di realtà e di urgenza.

Dobbiamo però avere ben chiare quali siano le competenze necessarie e con quali strategie e metodiche formarle e tenerle aggiornate. Quello che stiamo facendo è mettere in relazione le fasi dell’orientamento e della formazione formale con le richieste che arrivano dai territori e dalle imprese, con le esigenze espresse dai lavoratori e da un ecosistema produttivo e sociale che si sta trasformando sotto i nostri occhi. Facendoci aiutare dalla tecnologia per la pianificazione e il matching tra domanda e offerta.

Da questo punto di vista, la piattaforma Siisl è quindi lo strumento con cui amplifichiamo, anche attraverso l’intelligenza artificiale, la capacità di intersecare quanto serve al mondo delle imprese con le capacità dei lavoratori, già in loro possesso o acquisibili attraverso un percorso formativo. Da domenica 24 novembre, abbiamo previsto che chi fa domanda di indennità di disoccupazione sia iscritto d’ufficio in piattaforma per aumentare le possibilità di rientrare nel mondo del lavoro. Dal 18 dicembre, potranno iscriversi tutti i cittadini italiani e stranieri, volontariamente.

È il lavoro il nostro obiettivo. Il lavoro regolare, più precisamente.

Abbiamo inoltre aggiunto le potenzialità della formazione continua, sostenuta dal Fondo Nuove Competenze che martedì ha visto pubblicare il decreto della sua terza edizione. A giorni arriverà l’avviso che renderà completa l’operatività dello strumento per accompagnare i processi di transizione digitale ed ecologica dei datori di lavoro e favorire nuova occupazione.

Ci aggiungeremo a breve il Fondo autoimpiego: il decreto sta terminando l’iter istituzionale previsto prima della sua pubblicazione.

L’Italia ha già dimostrato, con la crescita record dell’occupazione, di avere le potenzialità per cogliere le sfide e trarne vantaggio. Sta a noi, per i diversi moli, governare i momenti di passaggio.

Ancora una volta: insieme! Buon lavoro!

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