Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Il governatore Fabio Panetta: «Gli interessi sul debito costano all’Italia quanto l’istruzione» | L’intervento

È l’impegno principale di chi governa, la missione decisiva per l’Italia: «Il problema cruciale rimane la riduzione del debito pubblico in rapporto al prodotto» dice Fabio Panetta, Governatore della Banca d’Italia, nel suo intervento al Meeting di Rimini.

Ecco i punti principali del suo intervento.

  • Nel tempo l’integrazione europea ha portato importanti benefici ai cittadini. L’abolizione delle tariffe doganali interne ha favorito la specializzazione produttiva e le economie di scala, stimolando l’efficienza e la concorrenza e accrescendo l’occupazione e il benessere.
  • Si stima che in assenza del mercato unico il reddito pro capite in Europa oggi sarebbe inferiore di un quinto.
  • Le autorità europee hanno il difficile compito di garantire prosperità ai cittadini in un mondo meno stabile e meno aperto. Un banco di prova confermerà i progetti di spesa comune e avanzare verso un’unione più completa e integrata sul piano finanziario e fiscale. Inoltre, è indispensabile rilanciare l’economia europea riequilibrando la dipendenza dalla domanda estera, rafforzando il mercato unico e la competitività, progredendo sui fronti tecnologico, energetico e della sicurezza esterna.
  • Nei prossimi decenni si ridurrà il numero di cittadini europei in età da lavoro e aumenteranno gli anziani, con effetti negativi su sistemi pensionistici, sistema sanitario, propensione a intraprendere e innovare, sostenibilità dei debiti pubblici.
  • Va rafforzato il capitale umano e accresciuta l’occupazione di giovani e donne. L’ingresso di immigrati regolari andrà gestito in maniera coordinata all’interno dell’Unione, bilanciando le esigenze produttive con gli equilibri sociali e rafforzando l’integrazione.
  • Negli ultimi due decenni l’Ue ha accumulato un ritardo di 20 punti percentuali in termini di produttività rispetto agli USA. L’industria europea è intrappolata in settori a tecnologia intermedia e poco presente in quelli alla frontiera, nonostante l’eccellenza della ricerca.
  • Il caso dell’IA è emblematico: tra il 2013 e il 2023, gli investimenti privati sono stati 20 miliardi di dollari in Europa, 330 negli USA e 100 in Cina. Per assicurare sviluppo e redditi elevati è necessario un incremento della produttività.
  • L’Europa non può limitarsi a essere un semplice utilizzatore della tecnologia ma deve ambire a un ruolo attivo. I benefici oltrepassano la dimensione produttiva e riguardano i diritti essenziali dei cittadini come la tutela dei dati personali e il pluralismo dell’informazione.
  • Investimenti ingenti andranno concentrati sui settori chiave: la transizione ambientale e digitale ei comparti strategici come alimentare, energia, sanità, difesa. Saranno efficaci se realizzati a livello europeo, con fondi sia pubblici sia privati. Sono beni pubblici sovranazionali che richiedono un approccio coordinato e hanno benefici in termini di economia di scala.
  • Per l’Italia il problema cruciale rimane la riduzione del debito pubblico. Il nostro paese è l’unico dell’area euro con una spesa pubblica per interessi pressoché equivalente a quella per l’istruzione: l’alto debito grava sul futuro delle giovani generazioni limitando le loro opportunità.
  • La strada maestra passa per una gestione prudente dei conti pubblici, affiancata da un deciso incremento della produttività e della crescita.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.