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[Il documento] Rifiuti radioattivi, ecco le 7 regioni candidate ad ospitare il deposito nucleare dello Stato

Con il nulla osta del ministero dello Sviluppo Economico e del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la Sogin ha pubblicato sul sito depositonazionale.it la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (Cnapi), il progetto preliminare e tutti i documenti correlati alla realizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e del Parco Tecnologico, che permetterà di sistemare in via definitiva i rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività. 

Un lavoro coordinato congiuntamente dai due ministeri, atteso da molti anni, che testimonia la forte assunzione di responsabilità da parte del governo su un tema, quello della gestione dei rifiuti radioattivi, che comporta anche per il Paese una procedura di infrazione europea: attualmente i rifiuti radioattivi sono stoccati in una ventina di siti provvisori, che non sono idonei ai fini dello smaltimento definitivo. 

La pubblicazione della Cnapi, con l’elenco dei 67 luoghi potenzialmente idonei (che non sono tutti equivalenti tra di essi ma presentano differenti gradi di priorità a seconda delle caratteristiche), di fatto dà l’avvio alla fase di consultazione dei documenti per la durata di due mesi, all’esito della quale si terrà, nell’arco dei 4 mesi successivi, il seminario nazionale.

Sarà questo l’avvio del dibattito pubblico vero e proprio che vedrà la partecipazione di enti locali, associazioni di categoria, sindacati, università ed enti di ricerca, durante il quale saranno approfonditi tutti gli aspetti, inclusi i possibili benefici economici e di sviluppo territoriale connessi alla realizzazione delle opere. 

SETTE REGIONI

Sono sette le Regioni in cui sono state individuate aree  potenzialmente idonee alla costruzione del deposito nazionale dei rifiuti  radioattivi: si tratta di Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata,  Sardegna e Sicilia. E’ quanto si legge nelle tavole allegate alla Carta  Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee.

In base alle osservazioni e alla discussione nel Seminario Nazionale, Sogin aggiornerà la Cnapi, che verrà nuovamente sottoposta ai pareri del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’ente di controllo Isin, del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

In base a questi pareri, il Ministero dello Sviluppo Economico convaliderà la versione definitiva della Carta, ovvero la Cnai, la Carta Nazionale delle Aree Idonee.

La Cnai sarà il risultato dell’aggiornamento della Cnapi sulla base dei contributi emersi durante la consultazione pubblica. Sarà una procedura fortemente partecipata e trasparente, condotta coinvolgendo gli amministratori e i cittadini tutti,  e al termine della quale potranno pervenire le candidature dei comuni. 

LA STRUTTURA

Il deposito nazionale e il parco tecnologico saranno costruiti in un’area di circa 150 ettari, di cui 110 dedicati al deposito e 40 al Parco. Il deposito avrà una struttura a matrioska: Nel dettaglio, all’interno di 90 costruzioni in calcestruzzo armato, dette celle, verranno collocati grandi contenitori in calcestruzzo speciale, i moduli, che racchiuderanno a loro volta i contenitori metallici con all’interno i rifiuti radioattivi già condizionati. 

78 MILA METRI CUBI DI RIFIUTI

In totale circa 78 mila metri cubi di rifiuti a bassa e media attività: si tratta dei rifiuti provenienti dal mondo civile e in special modo da quello medico e ospedaliero, dalle sostanze radioattive usate per la diagnosi clinica, per le terapie anti tumorali, ad esempio, da tutte quelle attività di medicina nucleare che costituiscono ormai il nostro quotidiano.  Le aree interessate dalla Cnapi sono il risultato di un complesso processo di selezione su scala nazionale svolto da Sogin in conformità ai criteri di localizzazione stabiliti dall’Isin, che ha permesso di scartare le aree che non soddisfacevano determinati requisiti di sicurezza per la tutela dell’uomo e dell’ambiente. Ai criteri di esclusione sono seguiti quelli di approfondimento, attraverso indagini e valutazioni specifiche sulle aree risultate non escluse. 

Di questi rifiuti, circa 50mila metri cubi derivano dall’esercizio e   dallo smantellamento degli impianti nucleari per la produzione di   energia elettrica e circa 28.000 dai settori della ricerca, della medicina nucleare e dell’industria. Sul totale di 78.000 metri cubi, circa 33.000 metri cubi di rifiuti sono già stati prodotti, mentre i restanti 45.000 metri cubi verranno prodotti nei prossimi 50 anni.       

Il Deposito Nazionale ospiterà anche il complesso per lo stoccaggio   temporaneo di lungo periodo (50 anni) di circa 16.600 metri cubi di rifiuti ad alta attività, derivanti dallo smantellamento delle installazioni nucleari e dalle attività medicali, industriali e di ricerca. Saranno custoditi, inoltre, circa 800 metri cubi di residui del riprocessamento del combustibile (separazione di materiale riutilizzabile dal rifiuto) effettuato all’estero e del combustibile   non riprocessabile.   

900 MILIONI DI EURO E 4 MILA POSTI DI LAVORO

Per la costruzione del deposito nucleare nazionale si stima un investimento complessivo di circa 900 milioni di euro che generera’ oltre 4.000 posti di lavoro all’anno per 4 anni di cantiere, diretti (2.000 fra interni ed esterni), indiretti (1.200) e indotti (1.000). Durante la fase di esercizio, invece, l’occupazione diretta e’ stimata mediamente in circa 700 addetti, fra interni ed esterni, con un indotto che puo’ incrementare l’occupazione fino a circa 1.000 unita’. E’ quanto si legge sul sito del deposito nazionale.

“BENEFICI ECONOMICI PER IL TERRITORIO OSPITANTE”

La costruzione del deposito nazionale per i rifiuti radioattivi di bassa e media intensita’ e del Parco tecnologico annesso prevede dei benefici economici per il territorio che lo ospitera’.

“Il decreto legislativo n.31 del 2010, al fine di massimizzare le ricadute socio-economiche e occupazionali legate al progetto, riconosce al territorio che ospitera’ il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico un contributo di natura economica, secondo modalita’ che gli Enti Locali interessati regoleranno attraverso la stipula di una specifica convenzione con Sogin – si spiega sul sito del deposito nazionale – Tutti i paesi nei quali e’ in corso la realizzazione di depositi per i rifiuti radioattivi hanno adottato un sistema di benefici diretti e indiretti per le comunita’ che ospitano questi impianti, non solo come indennizzo per la porzione di territorio che sara’ occupata per un lungo periodo, ma anche per riconoscere una forma di valore aggiunto alle comunita’ che accettano di partecipare alla realizzazione di un servizio essenziale per lo sviluppo del Paese.

Il contributo – si legge ancora – sara’ formalizzato con un decreto del ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e con il ministro dell’Economia e delle Finanze”. In particolare, per quanto riguarda il valore aggiunto per le comunita’ locali dalla costruzione del il Parco Tecnologico, l’idea di affiancarlo al Deposito Nazionale “risponde all’esigenza di consentirne una maggiore integrazione con il territorio che lo ospitera’, attraverso la prese;nza di attivita’ che potranno essere concordate con le comunita’ locali. Queste attivita’ saranno in grado di rafforzare il ‘valore aggiunto’ per il territorio, con il coinvolgimento di istituzioni, universita’, associazioni e imprese locali”.

7 AREE IN SICILIA

In Sicilia sono state individuate quattro aree potenzialmente  idonee per la costruzione del deposito nazionale nucleare. Si  trovano nelle province di Trapani, Palermo e Caltanissetta. Nel  dettaglio, i Comuni sono Trapani, Calatafimi-Segesta, Castellana  Sicula, Petralia Sottana, Butera.

14 ZONE IN SARDEGNA

Sono 14, in Sardegna, le aree  potenzialmente idonee per la costruzione del deposito nucleare  nazionale. In particolare, si legge nella Carta pubblicata  online, quattro siti sono nella provincia di Oristano e dieci in comuni nel sud della Sardegna.

2 IN TOSCANA

Sono 2 in Toscana i luoghi  potenzialmente idonei per il deposito nazionale delle scorie  nucleari: Pienza-Trequanda in provincia di Siena e Campagnatico  in provincia di Grosseto.

8 IN PIEMONTE

I luoghi idonei per il deposito  nazionale delle scorie nucleari in Piemonte sono 8. In provincia  di Torino due: Caluso-Mazze’-Rondissone e Carmagnola. Sei in  provincia di Alessandria: Alessandria-Castelletto  Monferrato-Quargnento, Fubine-Quargnento, Alessandria-Oviglio,  Bosco Marengo-Frugarolo, Bosco Marengo-Novi Ligure, Castelnuovo  Bormida-Sezzadio.

22 ZONE NEL LAZIO

Sono 22,tutti in provincia di Viterbo i luoghi potenzialmente idonei nel Lazio per il deposito nazionale delle scorie nucleari secondo la carta Cnapi: Ischia di Castro,Canino-Cellere-Ischia di Castro,Montalto di Castro 1,Montalto di Castro2,Canino1,Tessennano-Tuscania, Arlena di Castro-Piansano-Tuscania, Piansano-Tuscania,Tuscania,Canino-Montalto di Castro1,Canino 2,Arlena di Castro-Tessennano-Tuscania,Arlena di Castro-Tuscania 1,Arlena di Castro-Tuscania2, Canino-Montalto di Castro 2, Tarquinia-Tuscania,Soriano nel Cimino, Soriano nel Cimino-Vasanello-Vignanello, Gallese-Vignanello,Corchiano-Vignanello, Corchiano-Gallese,Corchiano.

7 IN BASILICATA

In Basilicata sono state individuate sette aree potenzialmente idonee per la costruzione del deposito nazionale nucleare, tutti in provincia di Potenza, uno interessa anche la provincia di Matera. Sei aree ricadono nel comune di Genzano di Lucania (Potenza). Interessati anche in un caso il territorio del comune di Irsina (Matera) insieme a Genzano di Lucania e in un altro caso aree ricadenti nei territori dei comuni di Acerenza e Oppido Lucano (Potenza).

3 ZONE IN PUGLIA

Nella Carta dei siti potenzialmente idonei alla costruzione del Deposito nucleare nazionale la Puglia e’ indicata con l’area di Gravina in Puglia in provincia di Bari. Ci sono anche i comuni di Altamura (in provincia di Bari) e Laterza (in provincia di Taranto) indicati per un’area individuata in condivisione con Matera in Basilicata.

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