Secondo quanto evidenziato da uno studio del Centro di ricerca per la valutazione delle politiche territoriali, l’impatto della guerra in Ucraina porterà a un calo del Pil dell’1,5% nelle Marche, pari a circa 560 milioni di euro. La stima – condotta da Claudio Socci, Rosita Pretaroli, Francesca Severini e Stefano Deriu dell’Università di Macerata – non considera ulteriori effetti negativi che potrebbero scaturire dalle interdipendenze produttive che le Marche hanno con altri Paesi che stanno adottando a loro volta sanzioni verso la Russia.
Export
A pesare sulla regressione dell’economia regionale sono le sanzioni relative alle esportazioni e l’incremento dei prezzi dei prodotti energetici. L’export dei prodotti marchigiani verso la Russia pesa per circa il 3% (280 milioni di euro) del totale dei beni esportati e riguardano, in particolare i settori agroalimentare, tessile-abbigliamento, calzature e pelletteria, arredamento, edilizia, elettrodomestici e meccanica.
Secondo lo studio, in seguito all’attuazione delle sanzioni le Marche subiranno una caduta diretta, indiretta e indotta del Pil superiore all’1%, alla quale aggiungere l’effetto negativo che l’incremento dei prezzi dei prodotti energetici determinerà sulle attività produttive e sulle scelte di consumo delle famiglie, innescando in quest’ultimo caso dei meccanismi di contrazione di alcuni tipi di spesa.
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