Non sono solo le industrie e le famiglie a subire il peso dell’aumento dei prezzi dell’energia. Anche ospedali e ambulatori sta affrontando il caro bollette. Per le strutture sanitarie pubbliche nel 2022 è, infatti, previsto un incremento della spesa energetica del 30%. Ma risparmiare è possibile, in primis nominando un energy manager, istallando sistemi di illuminazione “intelligenti” e coinvolgendo i dipendenti nell’adottare comportamenti responsabili, come spegnere le apparecchiature al termine dell’utilizzo. A indicare alle Asl e agli ospedali pubblici 10 buone pratiche “a costo zero” o quasi, è la Fiaso, la Federazione che riunisce le aziende sanitarie e ospedaliere italiane.
Dal riscaldamento alla refrigerazione
Dal riscaldamento alla refrigerazione degli ambienti alla sterilizzazione e dei macchinari, all’utilizzo degli apparecchi di radiodiagnostica, tac e pet, al funzionamento dei macchinari nelle sale operatorie e nelle terapie intensive: le strutture sanitarie richiedono per il loro utilizzo, una grande quantità di energia che deve essere mantenuta costante 7 giorni su 7. Per farvi fronte, il Servizio Sanitario Nazionale destina alla spesa per l’energia 1,4 miliardi, di cui 786 milioni per l’energia elettrica e 616 milioni per il riscaldamento.
Aumento di 500 milioni di euro
Ma per il 2022 è stimato un aumento della bolletta del 30%, pari a circa 500 milioni di euro, che graverà sui bilanci delle aziende sanitarie pubbliche, con effetti sui conti e sugli investimenti. «Attraverso le buone pratiche» dichiara Giovanni Migliore, presidente di Fiaso «anche in un ospedale è possibile ottenere un risparmio energetico significativo: applicando interventi e azioni a basso costo e regolando gli impianti esistenti è possibile ridurre i consumi energetici fra il 10 e il 12%, e grazie ai comportamenti virtuosi adottati dai dipendenti abbiamo calcolato che si possono raggiungere diminuzione dei consumi dal 6 all’8%».
Al primo posto del decalogo energetico per la sanità, la nomina dell’energy manager dell’Azienda, figura incaricata di coordinare tutti gli interventi in materia. Quindi, implementare gli impianti di cogenerazione, favorendone l’uso nelle fasce tariffarie a più alto costo, e utilizzare luci esterne led alimentate a batterie ricaricabili con pannello fotovoltaico incluso.
Il piano tagli
Senza dimenticare di regolare, in centrale termica, le temperature di mandata dell’acqua calda in inverno e dell’acqua refrigerante in estate, così come di monitorare le temperature dei locali, facendo attenzione a consumi non necessari nelle stagioni intermedie.
Ci sono poi una serie di azioni a basso costo o autofinanziate dal risparmio stesso che comportano, come riqualificare in termini di efficientamento le centrali termiche; impiegare interruttori crepuscolari per la gestione delle luci esterne e interruttori “di presenza” nei locali interni. E, ancora, eseguire una manutenzione regolare dei filtri degli impianti di riscaldamento, ventilazione e condizionamento. Per fare tutto questo però non si può che partire dal promuovere il coinvolgimento diretto dei dipendenti nell’attuare comportamenti responsabili, come attivare funzioni di risparmio energetico in fase di standby.
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