I salari costituiscono il 38% del Pil italiano contro il 50% dei profitti ma, fatto 100 il totale delle entrate fiscali e contributive, 49 sono le risorse che arrivano dai salari, mentre il contributo dei profitti si ferma a 17.
Lo rileva il nuovo rapporto pubblicato oggi da Oxfam ‘Nel baratro della disuguaglianza. Come uscirne e prendersi cura della democrazia’ secondo il quale le misure ‘tax the rich’ (tra cui un’imposta sui grandi patrimoni) restano un tabù “mentre i contribuenti italiani più ricchi continuano a versare al fisco, in proporzione al proprio reddito, minori imposte dirette, indirette e contributi di un’infermiera o un’insegnante”.
Tra le misure fiscali del Governo nel 2025, il report menziona il ritocco marginale all’Irpef, con la metà delle risorse allocate a favore dell’8% dei percettori di redditi più elevati, superiori a 48.000 euro.
Un intervento che, assieme agli altri che si sono susseguiti dal 2021, ha reso l’imposta sui redditi delle persone fisiche meno razionale, comprensibile, trasparente ed equa.
Sul fronte del contrasto all’evasione la legge di bilancio per il 2026 ha previsto misure utili “ma dalla portata limitata, introducendo allo stesso tempo un nuovo generoso condono che svilisce la fedeltà fiscale e incentiva ulteriormente comportamenti opportunistici dei contribuenti”.








