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Giovanni Sabatini (dg Abi): «Le banche hanno fatto la loro parte durante la pandemia, ora Ue garantisca nostro sostegno alle imprese»

Le banche, durante la crisi pandemica, hanno fatto la loro parte.

Con i 300 miliardi di moratorie sui prestiti e gli oltre 110 miliardi garantiti dal Fondo centrale.

Ora «è necessario garantire che le banche possano continuare a svolgere questo ruolo, centrale nella soluzione della crisi, di fornitura della liquidità alle imprese».

Così Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Associazione bancaria italiana, è intervenuto durante il webinar organizzato dalla Febaf, in occasione della IV Giornata dell’Investitore Istituzionale.

L’appello di Sabatini è rivolto, oltre che alle autorità nazionali, a quelle europee.

Sull’opportunità di spostare i finanziamenti alle imprese di media capitalizzazione, dal Fondo centrale di garanzia a Sace, il dg di Abi ha espresso qualche perplessità: «Nel momento in cui abbiamo strumenti che funzionano, non andiamoli a toccare».

Dal governo si aspettava un intervento già nella legge di bilancio. «Per ribilanciare il passivo delle medie imprese verso un aumento della loro capitalizzazione, elemento da considerare che purtroppo non ho trovato nella legge di bilancio». 

Sabatini ha poi ricordato il rischio degli automatismi inseriti in una serie di regole europee per la gestione dei crediti deteriorati. Il timore è che questi possano amplificare la crisi d’imprese. Senza considerare la nuova definizione di default, che scatterà a gennaio, ennesima causa di automatismi che, assieme al calendar provisioning, renderanno ulteriormente critica la situazione.

La chiusura di Sabatini riguarda il lavoro da fare per disciplinare le bad company.

«Per gestire i crediti deteriorati è fondamentale che sia introdotta in tempi rapidi una opportuna disciplina per le cosiddette bad bank nazionali e, nel contempo, che si consolidi uno strumento efficace come le Gacs, perseguendo la definizione di un quadro europeo che snellisca le procedure di autorizzazione e ne acceleri i tempi».

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