Dopo l’uscita dalla scena europea della cancelliera tedesca Angela Merkel “quello che sarà, dovrà essere scritto e una cosa è chiara: siccome mancherà colei che scriveva prima di fatto le regole, oggi potremo avere un ruolo particolare”.
Così il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, a Torino concludendo un convegno sul Pnrr.
“La figura, lo standing di Draghi potrebbe aiutare a scrivere regole più favorevoli al nostro mondo e al mondo che conosciamo della nostra industria, e in particolare, della manifattura”, ha detto ancora Giorgetti.
“L’Italia e questo Governo devono portare le ragioni della nostra industria o non ci sarà Pnrr che tenga. Lo sviluppo economico lo fanno le imprese non lo Stato o un decreto, e nel Paese o ricreiamo una cultura, un clima politico e culturale a favore dell’impresa o non ne veniamo fuori”.
“Lo sviluppo economico lo fanno le imprese non lo Stato. Gli imprenditori creano sviluppo. O creiamo un clima a favore delle imprese, tra i giovani e a livello culturale, o non ne veniamo fuori. Servono nuove imprese, questo è il motore che muove l’economia”
“Il Mise è come la Fiat 128 di mio padre, e devo confrontarti con aziende all’avanguardia, come faccio. E anche il Recovery, funzionerà se lavorerà se con le aziende, intercettando l’effervescenza delle aziende”, aggiunge.
“A Torino, sotto la cenere, arde una vocazione industriale. La teoria del declino felice non passa, dovete, voi torinesi, ribellarvi. Nel Pnrr ci sono 4 miliardi per la riqualificazione dei lavoratori” prosegue, concludendo che “si deve avere coraggio e rischiare nelle decisioni”.








