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Francesco Profumo (presidente Compagnia San Paolo e Acri): «La sospensione dei dividendi penalizza le fondazioni. Così ci saranno ricadute devastanti sul territorio»

Il presidente della Compagnia San Paolo e dell’Acri, Francesco Profumo, nonché ex ministro dell’Istruzione lancia l’allarme, dopo la raccomandazione della Bce di estendere al 2021 la sospensione della distribuzione dei dividendi.

«Le Fondazioni di origine bancaria potrebbero trovarsi seriamente in difficoltà nel portare avanti la loro attività erogativa e nel programmare la loro attività pluriennale. Proprio in una fase in cui ci sarebbe ancora più bisogno di loro per contribuire a rispondere alle devastanti ricadute sociali che la pandemia sta producendo sui territori, nei campi del contrasto alla povertà, della scuola, della sanità».

Una misura che potrebbe penalizzare e non poco le fondazioni bancarie, ad esempio.

«Se abbiamo compreso la misura adottata riguardo al 2020, auspicando però che venissero introdotte distinzioni tra i diversi istituti in funzione della loro capitalizzazione, ora ci sembra gravemente dannosa una misura indiscriminata prorogata per un altro anno. Sul lungo periodo, un atteggiamento così rigido nei confronti dell’industria bancaria si potrebbe, infatti, rivelare addirittura controproducente, rischiando di compromettere il valore delle stesse banche, perché si riduce la loro attrattività per gli investitori e la complessiva fiducia nei confronti del settore. Inoltre, questa misura danneggia grandi e piccoli azionisti, che per due anni non percepiranno dividendi, e sottrae risorse a consumi e ulteriori investimenti».

Una mancanza di fondi che avrebbe gravi conseguenze sul territorio.

«Le 83 fondazioni bancarie erogano circa 1 miliardo l’anno e di questo il 78% viene erogato dalle prime dieci. Noi abbiamo fatto un sondaggio che ha preso in considerazione le prime 17: metà non ha avuto problemi a garantire per il 2021 lo stesso livello del 2020 mentre l’altra metà ha fatto ricorso ai fondi di stabilizzazione. Ma per le Fondazioni nel 2022 sarà molto difficile mantenere gli stessi livelli di contributi e anche programmare l’attività pluriennale proprio in una fase in cui ci sarebbe ancora più bisogno a causa delle devastanti ricadute sociali della pandemia sui territori».

Profumo conclude con l’auspicio che la Bce torni sui suoi passi.

«Le Fondazioni hanno prudenzialmente costituito appositi fondi per la stabilizzazione delle erogazioni, che ammontano a circa il doppio dei loro interventi annuali. Si tratta di fondi limitati, che dovranno essere nuovamente alimentati, altrimenti l’attività erogativa dovrà necessariamente ridursi. Ribadiamo il nostro auspicio che la Bce ripensi il proprio approccio in funzione di una maggiore proporzionalità».

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