Decennio d’oro per il Belpaese? «Forse è così, io però sono ancora scettico». Lo sostiene il presidente esecutivo di Fisher Investments Worldwide, Ken Fisher, che ricorda come la strada da fare sia ancora tanta e sia «necessario che si verifichino determinate condizioni».
Ma «cosa significa decennio d’oro? Significa una crescita economica sostenuta e duratura, tradotta in un andamento dei mercati dei capitali migliore rispetto sia all’Europa che al resto del mondo. Però non è sufficiente registrare risultati positivi. È necessario che gli investitori globali accolgano l’Italia e il suo mercato azionario e immobiliare come un’opzione preferibile a molte altre alternative».
«Dal 1982 a oggi, i titoli azionari italiani hanno registrato rendimenti inferiori alla media, con un coefficiente di correlazione con l’indice Eafe dello 0,94. Cosa significa? In parole povere, significa che le azioni italiane hanno avuto oscillazioni in positivo e in negativo seguendo all’incirca per il 94% le fluttuazioni dei mercati europei ed asiatici, ma con minori rialzi. Questa situazione deve cessare di esistere per fare in modo che possa avere inizio un decennio d’oro. I titoli italiani possono infatti continuare a fluttuare con gli altri, ma con maggiori rialzi, oppure iniziare a muoversi al proprio ritmo, come avviene ad esempio nel caso della Cina, con rendimenti maggiori. Sarà il mercato azionario a dire se si sta riuscendo nell’impresa», scrive su Il Sole 24 Ore.
«Tra chi crede nel decennio d’oro, alcuni lo mettono in forte correlazione con la guida di Mario Draghi, come una nuova e quasi magica forza di spinta verso le riforme, accompagnata da una tranquillizzante saggezza in grado di far risorgere l’Italia dai governi instabili degli ultimi decenni, mentre altri si riferiscono agli ingenti flussi monetari che l’Italia riceverà nei prossimi cinque anni dal Recovery Fund europeo. Questi rappresentano fattori positivi ma non sufficienti. Nonostante il lungo curriculum il Presidente Draghi, sta compiendo un lavoro estenuante e, avendo 74 anni, al termine del decennio avrà già raggiunto gli 84 anni di età».
«Affinché le riforme giudiziarie che ha promesso possano avere successo, è necessario che siano accompagnate da una riduzione della corruzione. Molti finanziamenti europei sono destinati agli investimenti di capitale. Ad esempio, dalla relazione sulla lotta alla corruzione della Commissione europea del 2014 emerge come il costo della rete ferroviaria ad alta velocità in Italia sia da 4 a 9 volte maggiore rispetto a Spagna, Francia e Paesi Bassi, principalmente a causa della corruzione. Come condizione per un decennio d’oro è necessario che questi e altri costi di costruzione analoghi raggiungano un livello paragonabile».
«Non vi sono infatti validi motivi per i quali i costi delle infrastrutture debbano essere più elevati in Italia rispetto ad altri Paesi europei. I finanziamenti europei agli investimenti devono essere impiegati in progetti in grado di offrire buoni ritorni. Cosa però non semplice: in misura superiore al 35%, questi finanziamenti sono infatti destinati alla transizione verde, un settore che finora ha sempre necessitato di ulteriori sussidi. Dovrebbe ripagare senza sussidi, e non è successo finora. Oltre il 25% deve essere impiegato nella trasformazione digitale, ma la difficoltà in questo ambito è insita nel fatto che si tratta di un tentativo di inseguire un obiettivo che si sposta sempre più velocemente e che non si riesce mai a raggiungere».
«Dove è stato conseguito questo obiettivo? Inoltre più del 20% deve essere destinato alla produttività e all’innovazione, un aspetto che la spesa pubblica non è mai riuscita a realizzare con successo in nessun Paese. Se questo dovrà essere un decennio d’oro, l’iniziativa è nelle mani degli italiani, nella volontà di rendere il nuovo decennio stabile, con risultati duraturi, generatore di profitti, orientato alla crescita, accogliente nei confronti del capitalismo e sostanzialmente privo di corruzione. Non è facile cercare di cambiare se stessi, ma non è neanche impossibile. In ogni caso dipende da voi e dalla vostra interazione come comunità, non da Mario Draghi o dai finanziamenti europei».
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