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Fausto Brizzi, regista e sceneggiatore: “la commedia si è polverizzata e oggi bisogna cercarla dove non è più”

Fausto Brizzi, regista e sceneggiatore, ha partecipato agli Stati Generali della Ripartenza 2025 “Insieme per far crescere l’Italia”, organizzati a Bologna dal 27 al 29 novembre 2025 dall’Osservatorio economico e sociale “Riparte l’Italia”.

Il suo intervento si è tenuto nel panel “La commedia all’italiana come fenomeno culturale (… “Asini che volano”)”, moderato da Fabrizio Salini.

Ecco l’intervento estratto dalla sua partecipazione all’evento.

Allora, intanto salve a tutti. Il genere commedia sta sopravvivendo sotto tantissime forme, si è polverizzato in questi anni. Se pensate nel tempo, quando uscivano gli appuntamenti natalizi con i film di De Laurentiis, piuttosto che i concorrenti, i vari piraccioni Aldo Giovanni e Giacomo, tutto quello che è succeduto negli ultimi vent’anni, quei film non venivano venduti alle televisioni, venivano protetti, veniva creato proprio un appuntamento.

Se volevi ridere, dovevi andare lì. Adesso ovviamente c’è una polverizzazione, fin dalla mattina veniamo nutriti di dosi di divertimento ed è più complicato. Ovviamente c’è una library nella nostra casa, prima avevi i DVD che ti eri comprato, oggi ce li hai tutti, puoi rivederti o vedere per la prima volta film di trent’anni fa, magari molto più belli di quelli di adesso.

Quindi in qualche modo c’è una maggior offerta che ti arriva addosso. Non mancherà mai il desiderio di novità. Probabilmente, se vogliamo proprio stringere alla commedia natalizia, è mancato un ricambio generazionale, non è stato intercettato un ricambio generazionale.

Addirittura, forse abbiamo parlato anche con Floris, sono transitati dai film natalizi alcuni attori che poi hanno sfondato dopo. Cioè pensa a Fabio De Luigi, pensa a Siani, Bisio, cioè degli attori che hanno fatto il loro piccolo percorso all’interno, non sono stati intercettati e non sono stati contratualizzati anche in qualche modo e poi hanno fatto i loro veri grandi successi subito dopo. Questo non so perché è accaduto, però la verità è che c’è un forte desiderio di commedia su facce nuove.

Cioè quest’anno il successo di Angelo Duro comunque dà uno schiaffo in faccia al politicamente corretto perché Angelo si muove in un territorio totalmente scorretto. Ci sono scene in questi ultimi due anni in particolare che sembrano veramente uscite dai cinepanettoni perché un cinepanettoni potrebbe iniziare con Christian De Sica che per un motivo irrilevante ferma un treno e scende. Telefonando all’amministratore delegato.

Telefonando all’amministratore delegato perché siamo amici, giochiamo a padre insieme. Cioè sarebbe una perfetta partenza di cinepanettoni e tutti gli altri personaggi li avresti presentati a bordo in Natale sul Frecciarossa. La verità è che si sono spostati, tant’è che quella che arranca in questo momento più che la commedia, è tutto giusto quello che hai detto, ma c’è un altro settore che ne sta subendo le conseguenze ed è la satira.

Cioè faticano tantissimo perché come fai a satireggiare su una notizia che è già comica di per sé? Cioè era più facile fare satira sulla democrazia cristiana, insomma, erano molto seriosi, poi al di là del fatto che Andreotti era anche spiritoso, però di base era un establish politico molto serioso e tu facevi satira. Adesso la notizia fa già ridere, mi domando come facciano quelli che la danno al Tg1 a non ridere di alcune notizie.

La verità è che si sono spostati i parametri, quindi tu dovresti alzare molto il tiro per essere comico, oppure parlare d’altro, come fanno anche la maggior parte degli stand up oggi, cioè non affrontano la politica, vanno a parlare d’amore, di sesso, di altri argomenti.

Sono rimasti Crozza, Luca e Paolo che fanno proprio satira politica e poco altro. È compito, è molto difficile perché qualche anno fa era uscito un film con Claudio Bisio dove un ingenuo, un film stile oltre il giardino, insomma, diventava presidente e non sapeva niente, era ignorante. Ma sta capitando nella maggior parte dei ministeri, si sta avverando quel film là.

Già un film di dieci anni fa funzionerebbe di meno adesso. Intanto dobbiamo andare a cercare la commedia dove in questo momento non è. La commedia italiana in questo momento è fatta da persone over 50, per non dire over 60, per non dire over 70 in alcuni casi. Se pensi che invece la commedia degli anni 80 era fatta da venticinquenni… i Vanzina, erano venticinquenni anche gli attori, Cristian De Sica, Gianrico Allama, Troisi, Benigni, Moretti, Nichetti. Tutta quella generazione là è una generazione che ha avuto successo a venticinque anni e che in qualche modo ha segnato una svolta. Erano i nuovi comici chiamati.

Oggi non c’è una generazione come quella dei nuovi comici. Forse perché è stata soffocata in culla dalla generazione precedente che ha fatto un po’ come la politica, cioè impedendo di crescere ai giovani. O forse perché si è polverizzata sui social.

O forse perché un ragazzino che è intelligente e umoristico mette i suoi video su Instagram invece che pensare di essere affascinato dal cinema. Comunque la verità è che dobbiamo trovare delle voci nuove che abbiano un punto di vista completamente diverso per prenderci in giro. Ma i registi in questo momento sono impegnati a non affogare.

Nel senso il tax credit, il cinema, le sale sempre più vuote eccetera. C’è anche l’intelligenza artificiale che sta arrivando ed è uno tsunami, non si può fermare. Quando arriva quell’onda ci puoi solo andare sopra.

Se stai sotto è finita. Quindi in questo momento tutti i miei colleghi stanno cercando di capire che ne sarà di loro in realtà più che ne sarà dell’Italia. C’è anche in questo momento una differenziazione di umorismo tra quello che accade alle cene private e quello che accade in pubblico.

Cioè quello che io dico alle cene private è ovviamente terrificante, però ottengo la risata e quindi siamo complici tutti quelli seduti a tavola rispetto all’autocensura che mi mettono in film e quindi c’è un po’ una doppia Italia.

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