Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Estate in Montagna? In Val di Sole 85% delle case in linea con la sicurezza

Che questa che sta per iniziare sarà una estate molto complessa sotto tutti i punti di vista è senza ombra di dubbio e il turismo sta vivendo in pieno la crisi post pandemia. Giorni fa un sondaggio riportava la notizia che buona parte degli italiani preferirebbe passare le vacanze in montagna e, oltre alla percentuale, veniva riportata anche la motivazione: “In montagna il distanziamento è naturale”. Ed è questo il punto di forza della montagna, riscoprire i territori in piena sicurezza. La Val di Sole, in Trentino, si è data subito da fare, ha messo in sicurezza tutte, o quasi, le sue strutture ricettive ed è pronta ad accogliere i primi turisti.

“Attraverso una matrice di analisi, costruita sulla base delle nuove norme di sicurezza previste per la Fase 2 – ha spiegato Fabio Sacco, direttore dell’Azienda per il turismo della Val di Sole, Pejo e Rabbi – abbiamo verificato quante di quelle esperienze fossero incompatibili con essa”. 

E il risultato della verifica è stato svelato durante una conferenza stampa: l’85% delle attività della Valle era già conforme alle direttive o hanno richiesto minimi adeguamenti che pronti per l’inizio della stagione estiva. Da qui, una serie di proposte, da parte dell’Azienda del Turismo raccolte in una nota.

DIGITAL DETOX
Le terme di Rabbi, piccola valle laterale della Val di Sole, nel Parco Nazionale dello Stelvio, in tempi non sospetti ha avviato un programma contro l’iperdigitalizzazione: una serie di attività e pacchetti “Digital detox”. Il fiore all’occhiello di questa strategia in piu? step sono due percorsi immersi nel bosco per praticare la “park therapy” fisica e mentale. A quello già inaugurato l’anno scorso, se ne aggiunge un secondo quest’anno: un nuovo parco “sonoro”, dedicato all’ascolto del silenzio e dell’Io interiore. Sette postazioni che richiamano i 7 Chakra delle filosofie orientali. E uno “zaino a sorpresa” con dentro merende biologiche e libri a sorpresa?il cellulare verrà preso in custodia dal personale delle Terme durante i percorsi relax. 

IN BICICLETTA
La valle inoltre da tempo ha investito sulle infrastrutture per le biciclette e il cicloturismo, diventato fortemente di moda anche a seguito delle misure per il contrasto al virus. Ma da sola, l’infrastrutturazione di un territorio, attraverso piste ciclabili, ciclovie, bike park, sentieri per mountain bike, downhill, una rete di negozi-officine e servizi di mobilità collettiva, non basta. Per garantire una vacanza piacevole ai bikers serve anche altro: un’adeguata consapevolezza su quali siano le norme da rispettare per ridurre il rischio di incidenti. Per questo, la Val di Sole ha costruito un decalogo da destinare loro. Sia che utilizzino la pista ciclabile, sia che preferiscano le strade “normali” o gli oltre 300 km di percorsi in mountain bike della valle trentina. Poche, semplici regole che pero? troppo spesso sono sottovalutate. Dall’abbigliamento più adatto, al modo di pedalare, quando si è da soli, in gruppo o con bambini, all’atteggiamento da usare sul sellino. 

LA GASTRONOMIA
Una vacanza in questo territorio offre anche uno stimolo interessante per gustare con maggior consapevolezza le eccellenze gastronomiche. Fra le montagne trentine si trovano infatti alcune delle storie più interessanti per capire come la resistenza all’omologazione produttiva e di consumo possa diventare sistema. Sul rifiuto dello strapotere delle grandissime corporation lattiero-casearie (20 aziende internazionali monopolizzano il comparto) si è sviluppata un’intera filiera  che ha garantito nel contempo gusto, tradizione, e sostengo al reddito. Oggi in Val di Sole operano giovani casari che producono eccellenze gastronomiche. Come Daniele Caserotti, premiato come esempio di “resistenza casearia” dall’associazione Slow Food, per la produzione del Casolét di malga. La Val di Pejo inoltre detiene un primato: in essa opera l’ultimo caseificio turnario del Trentino, uno dei soli quattro esistenti nell’arco alpino. Il suo ruolo è cruciale per contenere i costi e far cooperare i produttori garantendo loro di avere “pezzi” pregiati da vendere una volta che il latte è diventato formaggio: il caseificio turnario è diverso dal modello cooperativo perché i soci conferitori non vendono il latte alla cooperativa, ma ricevono un servizio per cui viene loro riconosciuto un certo quantitativo di prodotto trasformato in base al latte conferito. Un approccio che ricalca e formalizza l’usanza antica di mettere insieme il latte di più famiglie e caseificare collettivamente. Ma casari caparbi e strutture cooperative di produzione non sono sufficienti se non si trovano adeguati canali di vendita che diano il giusto prezzo al prodotto. La Val di Sole ha quindi inventato le aste dei formaggi. Decine di produttori portano le proprie “creature” che vengono vendute al migliore offerente tra appassionati e, soprattutto, ristoratori e chef di grande fama.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.