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Ernesto Galli della Loggia (storico e accademico): «Vi spiego perché Mario Draghi sta trasformando il sistema politico italiano»

Secondo lo storico e accademico Ernesto Galli della Loggia, Mario Draghi si sta trasformando di fatto in una sorta di De Gaulle italiano.

Nell’uomo cioè che giunto al potere per una combinazione imprevedibile di eventi opera – difficile dire con quanta consapevole volontà di farlo – una trasformazione sostanziale del sistema politico.

Una trasformazione osmotica – attraverso piccoli passi quotidiani, tutta nella prassi con cui tale sistema funziona – che però evoca inevitabilmente una trasformazione anche delle sue regole. In quale direzione precisa, attraverso quali strumenti e con quali conseguenze sulla vita pubblica del Paese e sui suoi meccanismi di governo, ancora non lo sappiamo. Ma il fenomeno e le sue linee di tendenza sono evidenti a chiunque abbia occhi per vedere.

Draghi sta dando vita ad una sorta di semipresidenzialismo sui generis, che arieggia per l’appunto quello della V Repubblica gollista, nel quale (salvo il caso raro della cosiddetta «coabitazione») il mandato di governo è di fatto staccato dalla effettiva volontà dei partiti che compongono la maggioranza parlamentare.

Sia chiaro – scrive l’editorialista del Corriere della Sera – egli non governa senza o contro tale maggioranza, ma tale maggioranza è come implicitamente presupposta, in un certo senso data per scontata dagli stessi partiti che la compongono, i quali accettano volontariamente l’ininfluenza del loro eventuale dissenso.

Il governo resta nominalmente un governo parlamentare ma gli attori parlamentari, cioè i partiti, abdicano di fatto alla loro sovranità decretando in tal modo la loro tendenziale irrilevanza. Assistiamo così, in nuce, ad un oggettivo cambiamento di regime, con la fine della lunga storia della partitocrazia italiana.

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