L’era post-Covid sarà come il Rinascimento dopo il Medioevo. A fare il paragone storico è Emmanuel Macron in un’intervista alla rivista Zadig. Il presidente francese si è detto «molto fiducioso» nella capacità di ripartenza dei suoi concittadini.
Abbiamo vissuto dei momenti «molto medioevali: le grandi jacquerie, le grandi epidemie, le grandi paure», ha detto Macron facendo riferimento alle rivolte contadine del 1358. Viviamo, ha proseguito, in un periodo paragonabile «alla fine del Medioevo e l’inizio del Rinascimento. Sono epoche di fenomeni che forgiano i popoli, in cui si reinventano le civiltà. Momenti di tensione all’interno del paese fra lo stato centrale e le ‘feudalità’».
«È infine un tempo in cui si pone la questione europea, senza dimenticare il rapporto fra religioni. La capacità di abbracciare il futuro, di proiettarsi in avanti è allora determinante per lo slancio del paese», ragiona Macron.
Secondo il capo dell’Eliseo, è anche urgente rispondere al sentimento di «scollegamento» di una parte dei francesi che esprime «la stessa inquietudine della de-industrializzazione, di un sentimento d’ingiustizia, di tradimento democratico». Macron si riferisce così alla crisi dei “gilet gialli”, dove i francesi si sono mostrati «un popolo resistente» e «straordinariamente tenace» ma pronto «a infiammarsi per scoppi di collera».
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