«I politici ci chiamano per le scelte impopolari». Ad affermarlo è l’ex ministra, Elsa Fornero a proposito della sua nomina in una commissione governativa sul sistema previdenziale.
Teme polemiche anche sulla sua nomina? Le chiede Paolo Griseri vice direttore del quotidiano La Stampa in un lungo colloquio.
«Temo? Vedo già. Ecco qui. Legga questo sito, legga: “Gli italiani pensavano di essersi liberati della Fornero dopo le celeberrime lacrime di coccodrillo che accompagnarono la sua riforma delle pensioni…”».
Non è bello…
«Non è bello. Le farò una confessione: una volta al mese scelgo una persona e mi permetto il lusso di rivolgergli una parolaccia. So che non si deve fare ma una volta al mese si può. Ecco, l’ho fatto. Poi, insomma, oggi è il 19, ci avviciniamo alla fine di luglio. Magari ad agosto ci sarà qualcun altro».
Quali suggerimenti darà alla commissione governativa?
«Non mi dovrò occupare di parità di genere ma di economia. E come sempre dirò la verità».
Qual è la verità professoressa?
«La verità è che abbiamo davanti sei anni per spendere bene molti soldi. Ma la verità è anche che se non li spenderemo bene quei soldi diventeranno debito e gli altri Paesi ce ne chiederanno conto, saranno sempre lì, pronti a saltarci addosso».
Che cosa significa in concreto spendere bene i soldi del Pnrr?
«Significa combattere la precarietà del lavoro. Solo se riusciremo ad allargare la base di coloro che hanno un lavoro sicuro potremo avere una crescita economica in grado di garantire il welfare. E questo si deve fare innanzitutto puntando sulla scuola e sulla formazione. Poi servirà il sostegno alle imprese e ci vorranno gli investimenti pubblici».
Ci riusciremo?
«Per la prima volta abbiamo un piano e una scadenza a sei anni per realizzarlo. Per la prima volta i governi che si succederanno nei prossimi anni (spero che non accada, per la verità) sanno che cosa devono fare in modo preciso».
In realtà è l’Europa che ce lo chiede…
«Sì. È così. Anche se qualcuno si arrabbia è così».
Torniamo alla questione dei tecnici. Anche oggi l’espressione ha un valore negativo?
«Ci sono dei momenti in cui la politica ci chiama».
Perché ammette di avere dei limiti?
«Forse perché sente che è venuto il momento di compiere scelte impopolari».








