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Ecco quanto ci costerà il PNRR | L’analisi di Maurizio Belpietro

Su La Verità, Maurizio Belpietro sostiene che stia emergendo con maggiore chiarezza il costo effettivo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), ricordando che una parte consistente delle risorse ricevute dall’Italia non consiste in trasferimenti a fondo perduto, ma in prestiti destinati a essere restituiti con gli interessi.

L’autore richiama un’analisi pubblicata da Il Sole 24 Ore, secondo cui i Paesi beneficiari del programma europeo dovranno contribuire al rimborso dei fondi raccolti dall’Unione.

In base ai calcoli riportati, la quota italiana ammonterebbe a circa 5 miliardi di euro, ai quali si aggiungerebbero altri 15 miliardi legati al Quadro finanziario pluriennale dell’Ue, per un totale di circa 20 miliardi.

Secondo Belpietro, un onere di questa entità finirà inevitabilmente per incidere sui conti pubblici, imponendo in futuro tagli alla spesa o un aumento della pressione fiscale.

L’editorialista sottolinea inoltre che queste conseguenze erano già state evidenziate negli anni scorsi, ma sarebbero state sottovalutate nel dibattito pubblico, alimentando l’idea che le risorse europee fossero sostanzialmente gratuite.

L’autore osserva poi che i dati citati derivano dall’intervento della presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio e indicano come l’aumento dei contributi richiesti agli Stati membri non si tradurrà necessariamente in una maggiore capacità di spesa dell’Unione.

Al contrario, una parte delle nuove risorse servirà a coprire debiti già contratti.

Belpietro evidenzia infine che, secondo le stime richiamate nell’editoriale, l’Italia potrebbe vedere ridursi le risorse europee destinate a politiche come agricoltura e coesione territoriale.

Conclude quindi criticando le forze politiche che, a suo giudizio, avevano presentato il Pnrr come un successo privo di costi rilevanti per i conti pubblici.

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