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Ecco le sfide della nuova Confindustria | L’analisi di Walter Galbiati

Walter Galbiati su Repubblica parla delle sfide della nuova Confindustria: “Sono due le direttrici lungo le quali si dovrà muovere la presidenza di Emanuele Orsini, l’autonomia e l’efficacia.

La prima è autonomia dalla politica e da tutte quelle forze esterne a Confindustria che hanno garantito il loro appoggio a Orsini in questi giorni di duro scontro per vincere le elezioni.

Non lasciarsi condizionare sarebbe stato difficile se la vittoria fosse stata garantita proprio da quei voti di scambio e dalla parallela opera di persuasione che vari ministri ed esponenti vicino al governo hanno messo in campo, più o meno velatamente, durante le ultime battute della campagna elettorale.

Essere indipendenti dalla politica consente a Confindustria di perseguire quegli obiettivi che le imprese ritengono fondamentali per supportare la loro crescita economica.

Di certo l’associazione degli industriali non è mai stata di opposizione, ma il non essere appiattiti sull’esecutivo è un valore da difendere.

E la stessa autonomia – sottolinea Galbiati – deve essere garantita a due espressioni di Confindustria come Il Sole24 ore, attualmente presieduto da Garrone e la Luiss, l’università romana il cui legame con l’associazione dovrebbe essere rinsaldato.

L’altra direttrice è l’efficacia che si raggiunge mettendo insieme, come sostiene anche Orsini, la migliore squadra possibile.

L’attesa è che vengano scelte le persone più preparate per ogni ruolo che dovrà essere ricoperto, lasciando cadere qualsiasi rapporto clientelare o di mera ricompensa.

Alle parole dovranno ora seguire i fatti e lo si capirà per esempio da come verranno trattate quelle associazioni, come Assolombarda e Piemonte, che nella corsa hanno appoggiato Garrone.

E ancora lo si vedrà da come verrà attrezzata Bruxelles, dove servono competenze e professionalità in grado di accompagnare, non solo passivamente, l’iter delle leggi, oggi determinanti per la vita di qualsiasi impresa.

Solo costruendo una squadra di comprovato valore e autorevolezza si potrà tentare di restituire nei fatti quell’unità attualmente solo dichiarata e – conclude – quello standing necessario a far tornare Confindustria ad essere un vivace centro di idee e di proposte a beneficio del Paese”.

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