I ministeri sono al lavoro per evidenziare criticità e programmare eventuali riutilizzi dei fondi del Pnrr, come la possibilità di riutilizzo dei fondi di alcune tratte ferroviarie per acquistare invece delle locomotrici, lo spostamento in avanti di alcuni progetti di piantumazione di alberi, una migliore definizione “interna” dei progetti per la digitalizzazione.
L’appuntamento con la revisione dei progetti dei ministeri è per il 20 aprile, perché poi il ministro Raffaele Fitto porterà il dossier al confronto con la commissione europea. Per il ministro che dialoga con Bruxelles le prossime settimane vedono un intreccio di scadenze. Entro il 20 il governo punta a verificare anche con le società controllate dallo Stato il possibile utilizzo dei fondi del RePowerEu sulla diversificazione energetica che risultino essere più avanzati. Tra fine aprile e inizio maggio, inoltre, arriverà la relazione semestrale sull’attuazione del Piano: le previsioni di spesa, che inizialmente prevedevano oltre 40 miliardi entro il 2022, si sono ridotte nell’ultima Nadef a 20,4 miliardi. La relazione aggiornerà anche questo dato che potrebbe comunque arrivare anche con il Def la prossima settimana.
Nell’agenda ci sono poi da superare gli ostacoli che riguardano gli obiettivi sui quali la commissione Ue ha acceso un faro prima di liberare la terza tranche da 19 miliardi del Pnrr. Riguardano le norme sulle concessioni aeroportuali, le reti di teleriscaldamento e due progetti all’interno dei Piani Urbani Integrati: si tratta della riqualificazione dello stadio di Firenze e della creazione del Bosco dello Sport a Venezia. Su questi ultimi due punti il governo intende andare avanti. Fitto ha incontrato i vertici dell’Anci e i sindaci delle due città: nell’incontro sarebbero emersi “elementi utili” per superare le criticità individuate.
Nei singoli ministeri, invece, è partita l’analisi sugli altri progetti. Il ministro delle infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini, che ha ribadito di voler spendere le risorse “tutte e bene” avrebbe avviato una valutazione dei singoli progetti indicando un coefficiente di rischio e starebbe valutando di spostare sull’acquisto di treni Intercity e su mezzi di trasporto locale le risorse di quattro tratte ferroviarie: il raddoppio della Roma-Pescara, e della Orte-Falconara, più altre due del Sud. Questi progetti si sposterebbero però su altri fondi per i quali la programmazione di spesa potrebbe arrivare al 2029.
Uno slittamento in avanti prevedrebbe anche il ministero dell’Ambiente per la piantumazione di 6,6 milioni di alberi (da spostare dal 2023 al 2024) e per il progetto di rinaturazione del Po, dal 2025 al 2026. Un monitoraggio è in corso anche al ministero del Lavoro sulle singole misure e al momento, per la ministra Elvira Calderone, non evidenzia particolari criticità. Molti dossier importanti riguardano la digitalizzazione del Paese. Ma non ci sarebbero criticità. Il dipartimento della presidenza del Consiglio che fa capo al sottosegretario Alessio Butti non prevede rimodulazioni, anche se si sta valutando di riscrivere le descrizioni dei diversi target.
Altri capitoli riguardano il Sud: gli investimenti nelle zone economiche speciali (Zes) che la Corte dei Conti ha considerato ardui da raggiungere. Il ministero dell’Università e della Ricerca sta invece rilanciando i dottorandi innovativi, con un apposito portale e sgravi contributivi, per 1.700 borse di studio. Il target per il 2026 appare lontano: è di 15.000 dottorandi e la prima tornata avrebbe risentito di qualche difficoltà nella comunicazione. Bene invece gli obiettivi raggiunti dallo stesso dicastero per le residenze universitarie raggiunti già a fine 2022 e ai quali si vogliono ora aggiungere altri 52mila posti letto.








