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Ecco gli obbiettivi del Piano Energia e Clima | Lo scenario

Nel nuovo Piano Integrato Energia e Clima (PIEC) presentato a Bruxelles il governo non poteva che far propri la gran parte degli obiettivi ambientali fissati nel RepowerEu. Dichiarando la volontà di perseguirli con un approccio realistico, si è lasciato però qualche spazio di manovra.

Fissando come base di partenza il 2021, il Pniec 2023 innalza dal 55% al 62% la riduzione delle emissioni di gas climalteranti al 2030 rispetto al 2005 per i settori ETS (soggetti all’acquisto dei titoli per il diritto ad inquinare) e dal 33% al 37,1% la riduzione per i settori non ETS (trasporti, residenziale, terziario, industria non ricadente nel settore ETS, rifiuti agricoltura) ponendo il nuovo obiettivo al di sotto del 6% rispetto a quanto richiesto da RepowerEu. Impegni più ambiziosi dichiara per le rinnovabili,  fissati al 40,5% sui consumi finali ed al 65% per i consumi elettrici ( contro rispettivamente il 30% ed il 55% fissati nel precedente piano ); innalza a 73,4Mtep i risparmi nei consumi finali tramite programmi obbligatori di efficienza energetica (oltre il 75% superiore agli obiettivi 2019) per poter imporre una riduzione nei consumi di energia primaria dell’1,9% all’anno e di energia finale dell’1,2% rispetto al 2021, mantenendo i livelli di consumo su valori superiori del 6% rispetto a quanto concordato in sede europea.

Le linee d’intervento sono a tutto campo e soprattutto nei settori civile e trasporti, che si sono dimostrati più difficili da orientare, occorrerà non mostrare contraddizioni nella scelta degli strumenti.

Il punto di partenza del 2021, dopo il rimbalzo post Covid, amplifica la necessità dello sforzo da compiere in alcuni comparti, perché l’intensità energetica dell’economia nel 2022 si è già molto ridimensionata, con un rilevante contributo della domanda civile soprattutto di gas. 

Le tendenze emerse lo scorso anno vanno tuttavia consolidate. Il clima, sicuramente importante nello spiegare la riduzione dei consumi energetici residenziali, ad esempio, spiega solo il 25% della sua riduzione dell’8%, il 75% va attribuito a comportamenti virtuosi per gli alti prezzi che dovrebbero diventare invece strutturali, affiancandosi ai “nuovi strumenti” nella riqualificazione del patrimonio edilizio prefigurate nel piano. Nei trasporti nemmeno gli alti prezzi hanno invece invertito la tendenza al costante aumento di domanda, cresciuta ancora del 9% dopo il rimbalzo del 2021.  Rilievo prioritario rivestono quindi le proposte non nuove del PNIEC per incentivare lo spostamento dal trasporto privato a quello pubblico, ridurre la domanda di spostamenti (smart working), promuovere carburanti alternativi ai fossili.

Nei prossimi 12 mesi saranno da validare gli obiettivi di policy dichiararti, ed individuate con maggior dettaglio le misure, con il potenziamento e ripensamento degli strumenti attualmente in campo e l’individuazione di nuove vie. In conclusione, il documento sembra aprire anche alla necessità di una ricontrattazione degli obiettivi con la Commissione per tener conto della “specificità della situazione italiana a medio termine”.

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