Con la presentazione delle linee guida sul RECOVERY PLAN in Parlamento prende ufficialmente il via l’iter che si concludera’, presumibilmente a inizio 2021, con la presentazione all’Europa del Pnrr da parte dell’Italia, secondo la road map documentata ieri da Public Policy.
Ma come verranno nel concreto scelti i progetti da finanziare con i soldi europei del Recovery fund?
A dircelo nel dettaglio e’ il Governo nella parte discorsiva che presenta al Parlamento le linee guida. Vediamone i punti cardini.
“Il primo insieme di criteri – scrive il Governo – discende dalla necessita’ che il Pnrr e tutti i progetti che lo costituiscano siano coerenti con il regolamento della Recovery and Resilience Facility (Rrf)”.
“La proposta della Commissione Europea per tale regolamento, attualmente in fase di negoziazione con il Consiglio e il Parlamento europeo, stabilisce i criteri di ammissibilita’ dei progetti che gli Stati membri potranno inserire nei rispettivi Pnrr”.
“La condizione primaria affinche’ i progetti presentati siano ammissibili e’ che essi facciano parte di un pacchetto coerente di investimenti e riforme ad essi correlate”.
Il Governo specifica anche che le misure e i progetti selezionati dovranno contribuire alla correzione degli squilibri macroeconomici e che ci sia coerenza tra i contenuti e gli obiettivi del Pnrr e le informazioni fornite nel Programma Nazionale di Riforma, nel Piano Energia e Clima (Pniec), nei Piani presentati nell’ambito del Just Transition Fund e negli accordi di partenariato e altri programmi operativi della Ue.
Nella selezione dei progetti che andranno a comporre il RECOVERY PLAN italiano saranno prioritari il rafforzamento del potenziale di crescita economica, la creazione di posti di lavoro e il miglioramento della resilienza economica e sociale dello Stato membro.
Inoltre, condizione necessaria per l’ammissibilita’ dei progetti e’ che i costi totali siano quantificabili, ragionevoli e commisurati all’impatto economico, ambientale e sociale delle misure proposte.
I legami e la coerenza con le riforme e le politiche di supporto devono essere chiaramente esplicitati e dovra’ darsi evidenza della tempistica e delle modalita’ di attuazione, con target intermedi (milestones) e finali, identificando chiaramente anche il soggetto attuatore”.
“Periodicamente – scrive il Governo – con riferimento ai singoli progetti, i soggetti attuatori dovranno rendicontare, anche tramite piattaforme informatiche, la spesa effettiva, l’avanzamento procedurale e l’avanzamento in termini di raggiungimento dei traguardi prefissati”.
“In sintesi vi sono alcuni criteri stringenti di ammissibilita’ dei progetti: piena coerenza con gli obiettivi strategici e macro-settoriali del Pnrr; significativo impatto positivo su crescita del Pil potenziale e dell’occupazione; i costi e gli impatti economici, ambientali e sociali devono essere quantificabili, motivati e ragionevoli; esplicitazione dei legami e della coerenza con riforme e politiche di supporto; indicazione della tempistica e modalita’ di attuazione, con target intermedi e finali; chiara identificazione del soggetto attuatore; se integrano progetti esistenti, devono rafforzarli credibilmente”.








