Per rilanciare l’economia italiana si dovrebbe partire “dalla semplificazione amministrativa, che va perseguita informatizzando di più la P. A, asciugando i processi autorizzativi e semplificando il sistema tributario e riforma fiscale. E poi c’è la banda ultra larga, che la pandemia ha confermato essere infrastruttura cruciale per portare innovazione a cittadini e imprese”. Lo dice, intervistato dal ‘Sole 24 Ore’, l’ex ministro dell’Economia e oggi vicepresidente di Morgan Stanley, Domenico Siniscalco, che aggiunge: “Ci sono altre priorità, ma non devono essere troppe sennò si torna alla logica dell’intervento a pioggia”.
Sulla rete unica si limita a spiegare: “Al di la della proprietà, che è un tema molto importante, guarderei ai piani di investimento e alle capacità di innovazione. Nei prossimi mesi dobbiamo essere in grado di operare con misure di breve periodo per uscire al più presto da questa fase di emergenza economica e sociale oltre che sanitaria, ma al tempo stesso c’è da organizzare al meglio la grande riallocazione di risorse che con la crisi e gli strumenti d’intervento può essere finalmente attuata. E qui – spiega Siniscalco – l’Italia deve pensare a una vera metamorfosi fondata sulla sostenibilità di medio-lungo periodo, cioè al futuro delle prossime generazioni, che ha bisogno di crescita e prima ancora di investimenti”. Capitolo risorse: “Queste sono un problema ma mai come ora ci sono gli strumenti giusti per tentare una riallocazione delle risorse. Alla fine, è proprio questa la finalità del Recovery fund, che a differenza del Mes, del Sure o delle politiche monetarie della Bce non è focalizzato sulle spese sanitarie, sul lavoro o su interventi di breve periodo per ritornare in fretta alla normalità: qui siamo davanti a un bazooka che può rivoluzionare l’economia di un continente e la sua capacità di creare valore. Aiutandola anche a superare la dipendenza dalla politica monetaria”, conclude Siniscalco.








