Su La Stampa, Antonio Di Rosa riprende la proposta di Gianrico Carofiglio di «condividere la prosperità» come risposta alla crisi energetica e al crescente disagio sociale.
L’autore sostiene che l’aumento dei costi di energia, trasporti e beni essenziali stia mettendo sotto pressione le famiglie e alimentando il consenso verso i populismi.
Per questo, secondo Di Rosa, non servono nuovi steccati ideologici ma soluzioni «eque e condivise».
Di Rosa respinge l’idea di una tradizionale patrimoniale finalizzata a contrapporre ricchi e poveri e richiama invece una proposta di tassazione progressiva sui grandi patrimoni: una quota esente fino a 10 milioni di euro e un prelievo dell’1% oltre determinate soglie.
Le risorse servirebbero a creare un Fondo nazionale contro gli imprevisti della vita, destinato a chi non dispone di riserve sufficienti per affrontare emergenze sanitarie o il rischio di perdere la casa.
La proposta, precisa l’autore, andrebbe comunque approfondita e verificata nella sua concreta applicabilità.
Il tema, secondo Di Rosa, dovrebbe inserirsi in una più ampia agenda sociale: cibo, acqua, sanità, trasporti pubblici, assistenza agli anziani, scuola e università.
La risposta alle difficoltà sociali è considerata decisiva anche per la tenuta delle democrazie, perché l’emarginazione spinge una parte dei cittadini verso movimenti radicali.
L’autore cita in questo senso Germania, Francia, Italia, America Latina e Stati Uniti come esempi di sistemi politici messi sotto pressione dalla crescita delle marginalità.
Infine, Di Rosa sostiene che l’obiettivo debba essere ridurre le distanze sociali, aumentare le opportunità e offrire ai giovani prospettive reali di sviluppo, per evitare che continuino a lasciare l’Italia.
La proposta di Carofiglio, conclude, ha il merito di riportare al centro la questione sociale e di invitare la politica a confrontarsi con i problemi concreti del Paese.








