Non si arresta la corsa del debito pubblico italiano che, superata ormai da mesi la soglia psicologica dei 3mila miliardi, procede a passo di record.
Ad aprile lievita di altri 30,1 miliardi e l’asticella sale a 3.063,5 miliardi.
Una dinamica monitorata con attenzione, soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi internazionali.
Sul sistema finanziario nazionale, nel complesso “stabile”, incombono infatti elevati rischi geopolitici: e proprio la dimensione del nostro debito – avvertono le principali Autorità a tutela della stabilità del sistema finanziario – potrebbe amplificarne gli effetti.
Una lettura che guarda al contesto internazionale, anche se va ricordato che segnali positivi arrivano dalla forte domanda del mercato per i titoli italiani, dopo le ultime valutazioni delle agenzie di rating.
Con il nuovo record certificato dalla Banca d’Italia, il debito – che da febbraio è stabilmente sopra i 3mila miliardi, raggiunti la prima volta nel novembre scorso – si colloca 152 miliardi sopra il livello di aprile 2024.
L’incremento registrato ad aprile, spiega via Nazionale, “riflette il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (21,5 miliardi), la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (7,2 miliardi, a 69,4), nonché l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (1,4 miliardi)”.
E mentre continua a diminuire la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia (al 20,2% dal 20,5 di marzo), aumenta quella in mano agli stranieri: i non residenti detengono il 32,4% (il dato disponibile è relativo a marzo), dal 31,9% del mese precedente.
Cala invece la quota in possesso di famiglie e imprese non finanziarie (14,3%).
Prosegue anche il trend di crescita delle entrate.
Ad aprile, secondo Bankitalia, si attestano a 41,9 miliardi (+3,2%), portando il dato cumulato dei primi quattro mesi del 2025 a 170 miliardi, il 3,9% in più rispetto al 2024.
In questo scenario le condizioni del sistema finanziario italiano si mostrano “nel complesso stabili, anche se in un contesto globale caratterizzato da rischi rilevanti”, rileva il Comitato per le politiche macroprudenziali, composto dai vertici e i rappresentanti di Banca d’Italia, Consob, Covip, Ivass e Mef.
Il comitato comunque in questo quadro di incertezza non nasconde che l’osservato speciale rimane il debito: la trasmissione ai mercati italiani delle turbolenze innescate ad aprile dall’annuncio sui dazi “è stata finora limitata”, ma eventuali nuove tensioni – avvertono le Autorità riunite nel Comitato – potrebbero risultare “amplificate” dall’elevato debito pubblico.
Proprio il “vincolo” debito, come l’ha definito in più occasioni il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, si rivelerà determinante nella scelta delle misure che andranno a comporre la prossima legge di bilancio.
La premier ha indicato la priorità del taglio dell’Irpef al ceto medio, mentre la Lega spinge anche per la pace fiscale: “le due cose possono andare insieme”, insiste Salvini.
Sul fronte della rottamazione già in corso, intanto, entra nel vivo la riammissione di chi era decaduto e ha chiesto di essere ripescato.
A fronte delle circa 247mila domande presentate, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione sta inviando agli interessati le lettere di risposta, con il dettaglio delle somme dovute.
L’invio sarà completato entro fine mese, poi entro fine luglio scatteranno i pagamenti, in un’unica soluzione o in massimo 10 rate.








