Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Sergio De Nardis (economista): «Pil ed Export, ecco perché l’Italia batte Germania»

«Il Pil italiano crescerà nel 2021 più di quello tedesco. Nei 22 anni dell’euro, tra il 1999 al 2020, è avvenuto 7 volte. Negli ultimi 15 solo una (il più contenuto calo del 2009). Peraltro, il gap di crescita favorevole all’Italia potrebbe essere quest’anno consistente, pari a circa 2 punti percentuali. Non bisogna, però, leggere in ciò qualcosa di eroico. È infatti nella meccanica del rimbalzo post-pandemia che l’Italia cresca più della Germania. L’intensità della ripresa, a seguito delle riaperture del 2021, è proporzionale alla severità della caduta (in Italia doppia rispetto alla Germania) dovuta alle chiusure del 2020» spiega l’economista Sergio De Nardis.

«La nostra maggiore crescita era dunque attendibile», spiega. «Semmai l’elemento di sorpresa che si va concretizzando è costituito dall’entità del gap a fronte di attese iniziali più pessimistiche circa le possibilità italiane. Ed è proprio questo aspetto che merita qualche riflessione. Se infatti non c’è da gridare al miracolo, alcune tendenze di fondo che vedevano una netta preminenza tedesca si sono modificate negli ultimi tempi e gli analisti dovrebbero tenerne conto» scrive in un intervento sul magazine digitale InPiù.net.

«Nei difficili anni post-2007 si è avuta una ristrutturazione dell’industria italiana che ha portato ad allineare la produttività manifatturiera a quella della Germania; dopo il 2018 a crescere anche più di quella tedesca. Ciò, unitamente alla compressione della domanda interna che ha inciso sugli andamenti retributivi, ha concorso ad abbassare le dinamiche relative di costo dell’Italia, dando luogo a quel recupero di competitività predicato, con un po’ di supponenza mista a scetticismo, dai nostri critici nord-europei negli anni dell’austerità (fate i compiti a casa)».

«Tra il 2010 e il 2020 il cambio reale della Germania, misurato sulla base sul costo unitario del lavoro, si è apprezzato cumulativamente dell’11%. Quello dell’Italia si è deprezzato del 7%, compensando gran parte del deterioramento sul partner tedesco registrato nel decennio precedente. Anche grazie a ciò, l’export italiano di merci sta aumentando in valore più di quello della Germania dal 2015. Il miracolo quindi non c’è. Più laicamente, si vedono alcuni frutti di una faticosa svalutazione interna» conclude De Nardis.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.