«La correzione al rialzo operata dall’Istat circa il dato del Pil nel I trimestre (da cui risulta che l’economia italiana non si è contratta dello 0,4%, come si riteneva, ma è bensì cresciuta dello 0,1) rende di colpo obsolete le stime, che apparivano in realtà già alquanto conservative, diffuse solo 24 ore prima dai previsori ufficiali (Pil in aumento del 4,5% secondo l’Ocse, qualcosa di simile per Banca d’Italia). Così scrive Sergio De Nardis, economista, per Inpiù.net.
«Dal lato dell’offerta,» prosegue De Nardis, «l’attività è stata trainata in gennaio-marzo da industria e costruzioni, dal lato della domanda, al consistente aumento degli investimenti, si è affiancato il contributo delle scorte. A partire da maggio i servizi, in contrazione dei primi 3 mesi, sono ripartiti grazie al progressivo allentamento delle restrizioni e al conseguente risveglio dei consumi.»
«Tra il II e III trimestre si materializzerà quindi l’atteso rimbalzo post-restrizioni. Anche ipotizzando che esso sia molto più contenuto di quello che si concentrò nel III trimestre 2020, dopo il primo e più severo lockdown (meno della metà di quello), la crescita del Pil di quest’anno potrebbe attestarsi tra il 5 e il 6%, con il ripristino dei livelli di Pil pre-pandemia (cioè del IV trimestre 2019) tra fine 2021 e inizio 2022. La ripresa post-Covid appare dunque ben più consistente di quella che i previsori istituzionali tendono a rappresentare», conclude.








