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Covid-19 e il Turismo: l’industria alberghiera perde 7 miliardi

Presentata, nei giorni scorsi, da Confindustria alberghi al Mef, al Mise ed al Mibact l’analisi dal titolo: “Un gigante chiamato industria turistico-alberghiera” realizzata da Cdp Think Tank, EY Hospitality e Cdp Investimenti Sgr. Il tema, ovviamente, le diverse ripercussioni che l’emergenza sanitaria in atto avranno sulll’intero comparto. “Non c’è più tempo, il settore alberghiero è completamente fermo da due mesi. Sono necessarie misure immediate per garantire la sopravvivenza delle attività – spiega a Il Sole 24 Ore -Maria Carmela Colaiacovo, Vice presidente dell’Associazione italiana Confindustria Alberghi – lo studio fotografa il peso del turismo con un’ottica diversa, evidenziando le interconnessioni dell’industria alberghiera con alcune delle più importanti filiere del made in Italy”.

Con le diverse ricadute negative il settore Ho.re.ca. – spiegano dalle pagine de Il Sole 24 Ore – rischia di perdere molte aziende specializzate nelle forniture alimentari e si prepara ad attivare la procedura per le crisi complesse di filiera, all’edilizia, l’impiantistica, il legno-arredo, la moda e i servizi. Se da un lato, si legge nell’analisi, i consumi turistici generano un fatturato importante business to consumer che coinvolge la ristorazione, le agenzie di viaggi, i trasporti, imprese culturali e del tempo libero dall’altro si genera un’intensa rete di scambi business to business che contribuiscono in maniera importante al fatturato di altre filiere nazionali. Oltre il 50% dei flussi in uscita delle aziende alberghiere va ad alimentare il business e i ricavi di altri settori.

Il quotidiano economico finanziario cita anche i numeri. Tra il 2015 e il 2019 il volume degli investimenti alberghieri è stato pari a 9 miliardi con un’impennata nel biennio 2018-2019 in cui si sono totalizzati 4,7 miliardi di euro. Inoltre, evidenzia l’analisi, per ogni 10 milioni di capitale investito in transazioni ne sono stati spesi altri 2,5 milioni in interventi migliorativi. Ma il 2020 non sarà un anno facile perché per il comparto alberghiero si stima una perdita di fatturato tra il -38% e il 73% rispetto l’anno scorso.

Chiude Fabio Braidotti di EY Hospitality sulle pagine de Il Sole: “Ci saranno minori flussi verso alcune destinazione clou come Venezia, le città d’arte e la costiera amalfitana e ne beneficeranno tutte le strutture alberghiere, indipendentemente dalla categoria degli hotel”.

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