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Carlo Cottarelli: «Investire di più sui vaccini per renderci tutti immuni. Solo così l’Italia ripartirà davvero»

“Qual è il più importante ‘piano’ per l’economia italiana in questo momento? Vista l’attenzione del dibattito politico e mediatico sull’argomento, la risposta sembrerebbe chiara: il Recovery Plan. Deve essere così se c’è il rischio che il governo cada proprio sulla formulazione di tale piano”.

“L’importanza del Recovery Plan è indubbia per il medio termine. Ma al medio termine occorre arrivarci e per arrivarci dobbiamo superare l’attuale crisi Covid senza troppi ulteriori danni. Per questo penso che la vera priorità al momento sia il Piano Vaccini”.

Lo sostiene l’economista Carlo Cottarelli.

“Eppure – sottolinea – se ne parla troppo poco. Ci scontriamo da un anno con un problema fondamentale: per frenare il contagio si pongono vincoli all’economia e a tante altre cose, in primis all’istruzione. Chiudere fa male”.

“Ma non chiudere non è possibile perché il virus dilagherebbe, il che, fra l’altro, farebbe pure male all’economia, anche per l’incertezza e la paura che accompagnano gli annunci giornalieri di contagiati e morti”.

“Si possono cercare migliori modalità per le chiusure. Ma, dopo un anno di tentativi, la coperta resta corta” scrive in un editoriale per il quotidiano La Stampa.

“Nel frattempo, l’economia continua a soffrire, come pure i conti pubblici. Vorrei sottolineare che, quanto più si prolunga la crisi, tanto più i danni economici saranno permanenti. Chi resta escluso dal mondo del lavoro per tanto tempo, ha una maggiore difficoltà a rientrare“.

“Più lunghe sono le chiusure, più è probabile che imprese non riaprano. Più a lungo dura la didattica a distanza, più diventa difficile recuperare“.

“Gli altri paesi affrontano simili problemi, ma in Italia questi si sommano a un ventennio di mancata crescita, di mancate riforme, di sotto investimento nella pubblica istruzione”.

“La conclusione non può essere che una: tutte le risorse, politiche e finanziarie, devono essere spese per uscire dalla crisi sanitaria il più presto possibile”.

“E, ora che abbiamo a disposizione la tecnologia vaccinale appropriata, questo significa che tutto va fatto per accelerare la distribuzione dei vaccini”.

“Non credo esista nulla di più importante al momento dell’accelerazione del programma di vaccinazione, sia dal punto di vista umano, sia in termini economici”.

“Occorre fare chiarezza su cosa freni le vaccinazioni, occorre rivedere il Piano di inizio dicembre alla luce degli ultimi sviluppi, occorre assegnare tutte le risorse necessarie a un’accelerazione. Invece di litigare sul Recovery Plan, che ci si metta al lavoro per un piano Vaccini che ci consenta di uscire da questo incubo prima di quanto ora previsto”.

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