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Carlo Bonomi (presidente Confindustria): «130 opere bloccate, mancano fondi per completarle. Stop a commissari per ogni cosa»

Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, continua a lanciare stimoli provocatori al governo sulla ripartenza. Parlando all’assemblea degli industriali di Cremona ha sollevato, tra le tante questioni, un’urgenza del Paese: quella sulle infrastrutture: «Abbiamo lanciato un piano “Italia veloce”, ma 130 opere sono bloccate. Ci sono 200 miliardi, 130 sono stanziati. Nessuno ci dice come coprire gli altri 70. Siamo agli annunci».

Ma oltre alle opere, ancora in stallo, l’Italia non si dimostra, secondo Bonomi, in grado di risolvere alcuni problemi annosi. «Su molti temi, i grandi interventi in settori fondamentali, come il credito, i trasporti, la siderurgia, sono tutti in stallo. Penso a Mps, Alitalia, Aspi, Ilva: non è possibile che non risolviamo questi problemi, e non entro nel merito, ma è l’immagine che diamo in Europa: siamo credibili? Ci danno 209 miliardi e non sappiamo risolvere questi problemi. Siamo ancora in attesa con manifestazioni più o meno chiare di statalizzazioni striscianti, e non si capisce la sostenibilità economica di questi piani, ammesso che esistano».

Senza considerare un divario mai colmato tra Nord e Sud. «Oggi parlare di politica industriale significa entrare subito in un dibattito nord contro sud. Abbiamo bisogno di far crescere il sud non attraverso mille bonus: bisogna investire in infrastrutture sia fisiche che digitali, e risolvere il tema della legalità. Se non si risolve il tema della legalità non arrivano investimenti al sud».

Bonomi si sofferma poi sull’importanza, rimarcata più volte in queste settimane, di una visione di Paese. «Ci possono dare tutti i miliardi che vogliono, ma se noi non crediamo nella tua visione non investiremo. Devi coinvolgerci in una visione di Paese. Vogliamo un Paese in cui sta aumentando il tasso di disoccupazione e stanno aumentando gli inattivi? Io credo che sulla visione ci si debba confrontare».

Per il presidente di Confindustria il continuo rattoppamento provvisorio non porterà a risolvere i problemi che si portano avanti da anni. Non si può continuare a ragionare per “commissari”. «È mai possibile che in un Paese normale ci debba essere un commissario, una deroga, dei poteri speciali perché tutto il resto non funziona? Ma io voglio un Paese che funziona, non poteri speciali. Anche per il Recovery fund dobbiamo pensare a un commissario? Io vorrei un Paese che funzioni normalmente. Questo è il vero freno».

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