Quarantena dimezzata per i positivi asintomatici. Sono gli Usa il primo Stato nel mondo occidentale a prendere le contromisure al pericolo paralisi sociale a causa delle centinaia di migliaia di persone costrette all’isolamento. E sulla scia di Washington, altre capitali potrebbero muoversi nei prossimi giorni, a cominciare da Roma e Parigi. Ma il rischio, per l’Unione europea, è che i Paesi membri si muovano ancora una volta in ordine sparso. Oltreoceano la quarantena, per i positivi asintomatici, è stata ridotta da 10 a 5 giorni.
“Il cambio è motivato dal fatto che la scienza ci dice che la trasmissione avviene nei due giorni prima dei sintomi e nei 2-3 giorni successivi”, ha spiegato il Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), che ha raccomandato, a chi è positivo e asintomatico, di portare comunque la mascherina nei 5 giorni successivi alla fine dell’isolamento. Il Centro ha inoltre raccomandato 5 giorni di isolamento per i vaccinati che hanno avuto contatti con un positivo. Niente quarantena, invece, per chi ha avuto contatti con un positivo ma ha fatto la terza dose.
La svolta del Cdc è arrivata dopo le pressioni sul governo da parte del mondo produttivo e dei servizi, preoccupati per il serio rischio di mancanza di personale. Il presidente Joe Biden, nelle scorse ore, aveva aperto alla riduzione della quarantena ma aveva sottolineato di voler attendere il parere del Cdc. E le imprese, alla notizia della nuova raccomandazione del Centro, hanno esultato.
“La decisione è giusta ed è basata sulla scienza”, ha affermato Airline for America, il gruppo che rappresenta le maggiori compagnie aeree americane, colpite in questi giorni da una miriade di cancellazioni e ritardi dei voli proprio per i troppi dipendenti bloccati dal Covid. Parole alle quali si sono accodate l’industria alimentare e l’associazione dei negozianti al dettaglio. Nel frattempo, anche la Nba ha ridotto da 10 a 6 giorni l’isolamento per i tesserati vaccinati che abbiano avuto contatti con un positivo o abbiano il Covid in maniera asintomatica. Ma gli esperti statunitensi restano scettici.
“Non vedo come possa funzionare senza un test negativo, senza contare che la tempistica per liberarsi dal virus è variabile”, è il parere di Eric Topol, professore di medicina molecolare a Scripps Research. Eppure gli Usa potrebbero fare tendenza. La Francia nei prossimi giorni dovrebbe optare per una netta riduzione dei giorni di quarantena e in Italia il Cts e il governo nelle prossime ore si riuniranno proprio per decidere il taglio dei giorni di isolamento almeno per chi ha avuto contatti con positivi ed è vaccinato. In Israele il premier Naftali Bennett ha annunciato che la quarantena per chi è vaccinato e ha avuto contatti con un positivo, anche se contagiato da Omicron, terminerà automaticamente con il primo tampone molecolare negativo effettuato. E anche in Gran Bretagna cresce il pressing per imitare l’alleato americano nonostante Londra abbia da poco ristretto il periodo di isolamento per i positivi da dieci a sette giorni dopo un test, anche rapido, negativo.
Come funziona in Italia
Fino a 21 giorni di quarantena per i positivi sintomatici almeno 10 giorni di isolamento per chi non presenta sintomi. Per chi ha avuto contatti con un positivo ed è vaccinato sono 7 i giorni mentre sono 10 per chi non ha copertura. Queste, al momento le regole in Italia in tema di quarantena anche se alcune regioni spingono per una stretta. In Umbria da ieri in caso di contatto con un positivo e si è vaccinati si dovrà rimanere in quarantena per sette giorni, al termine dei quali si dovrà risultare negativo a un tampone molecolare o un test antigenico, oppure si dovrà rimanere in isolamento per 14 giorni al termine dei quali si potrà uscire dall’isolamento senza l’esecuzione di un test diagnostico.
Ecco, nel dettaglio, quanto previsto dal ministero della Salute nelle sue Faq.
Positivo al Covid? I soggetti asintomatici e risultati positivi, anche ad un tampone rapido, devono avvisare il medico di base. Possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni a partire dalla data di prelievo del tampone risultato positivo, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare (non antigenico) con esito negativo. Per le persone positive sintomatiche possono rientrare dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi ma ciò deve essere accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi. Se si risulta ancora positivi si ripete il test dopo 7 giorni (17° giorno) e se la positività continua ma non ci sono sintomi da almeno 7 giorni (non considerando le alterazioni dell’olfatto e del gusto), si potrà interrompere l’isolamento al termine del 21esimo giorno.
Chi è ritenuto contatto stretto? La persona che vive nella stessa casa di un caso Covid-19. La persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso Covid-19 (per esempio la stretta di mano). La persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso Covid-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati). La persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso Covid-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti. La persona che si è trovata in un ambiente chiuso con un caso Covid-19 in assenza di dispositivi di protezione idonei. Un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso Covid-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso Covid-19 senza l’impiego dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) raccomandati o mediante l’utilizzo di Dpi non idonei. Una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso Covid-19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto. Gli operatori sanitari, sulla base di valutazioni individuali del rischio, possono ritenere che alcune persone, a prescindere dalla durata e dal setting in cui è avvenuto il contatto, abbiano avuto un’esposizione ad alto rischio.
Che differenza c’è tra quarantena, sorveglianza attiva e isolamento? La quarantena si attua ad una persona sana (contatto stretto) che è stata esposta ad un caso Covid, con l’obiettivo di monitorare i sintomi e assicurare l’identificazione precoce dei casi. L’isolamento consiste nel separare quanto più possibile le persone affette da Covid da quelle sane al fine di prevenire la diffusione dell’infezione, durante il periodo di trasmissibilità. La sorveglianza attiva è una misura durante la quale l’operatore di sanità pubblica provvede a contattare quotidianamente, per avere notizie sulle condizioni di salute, la persona in sorveglianza.
Che cosa devono fare le persone che hanno avuto un contatto stretto con un positivo e quanto dura la quarantena? I contatti stretti di un caso confermato devono allertare il proprio medico per l’avvio della procedura. Chi non è vaccinato può uscire dall’isolamento dopo 10 giorni con un test antigenico o molecolare con risultato negativo. Chi ha completato il ciclo vaccinale può uscire dall’isolamento dopo 7 giorni con un test antigenico o molecolare con risultato negativo.
I contatti non stretti devono rispettare la quarantena? No, se hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni.
Se ci si sottopone a un test e si ha esito negativo si può uscire dalla quarantena? Anche se si effettua un test molecolare o antigenico ed è negativo, si deve comunque rimanere in isolamento dai 7 ai 10 giorni.
Cosa bisogna fare al termine della quarantena per rientrare al lavoro? Al termine del periodo di quarantena, se non sono comparsi sintomi, la persona può rientrare al lavoro ed il periodo di assenza risulta coperto dal certificato.
La politica si muove
A pronunciarsi sulla questione, sollecitata dalle Regioni e da alcuni componenti della maggioranza come il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, sarà ancora una volta nelle prossime ore il Comitato Tecnico Scientifico, a cui il Governo ha chiesto un parere. I governatori, dopo essersi riuniti, invieranno un documento al Cts che contiene una serie di richieste sulla gestione dell’autoisolamento: azzeramento della quarantena ma obbligo di Ffp2 e autosorveglianza per le persone che hanno copertura vaccinale completa, booster compreso, e un tempo di 5 giorni per chi ha già ricevute due dosi. Modifiche che, spiegano, sono necessarie alla luce di uno stravolgimento del sistema di contact tracing, ‘saltato’ in diversi territori.
In campo ci sono diverse ipotesi e un punto di caduta potrebbe essere quello di ridurre la quarantena da sette a cinque giorni per chi è vaccinato con terza dose. E’ certo invece che resterà di dieci giorni il periodo di isolamento obbligatorio per i non vaccinati. Allo studio anche la possibile revisione dei criteri di definizione del “contatto stretto”, ovvero che espone ad un “alto rischio”, e della definizione di “basso rischio” contenuti nella circolare del ministero dell’agosto scorso. In quel documento si specifica che di fronte ad un “basso rischio” la quarantena può essere revocata a seguito di test antigenico o molecolare negativo in assenza di sintomi.
Un’altra riflessione potrebbe arrivare su eventuali deroghe o riduzioni dei giorni di quarantena per quegli operatori sanitari venuti a contatto, fuori dal proprio ambito lavorativo, con persone positive: un provvedimento di questo tipo punterebbe ad evitare eventuali carenze di personale sanitario dovuto all’isolamento obbligatorio. L’isolamento non è l’unico argomento sul tavolo del Governo, che dopo il pronunciamento degli scienziati potrebbe chiedere una condivisione politica per un eventuale ordinanza ad hoc del ministero della Salute. Tra i temi da affrontare anche quello dei prezzi calmierati per le mascherine Ffp2 il cui costo (obbligatorie sui mezzi Tpl, in cinema, teatri e altri luoghi) potrebbe aggirarsi intorno a un euro.
Quarantena e scuole
Altra questione è il fronte scuola: una nuova stretta potrebbe arrivare proprio sulla gestione dei contagi in classe. Non è escluso che, a fronte dei numeri in ascesa dei positivi, si torni a prendere in considerazione da gennaio la proposta (già avanzata ma poi ritirata) di prevedere la quarantena per un’intera classe nel caso di un solo alunno positivo (al momento l’isolamento per tutti scatta con tre contagi). Aumenta anche il fronte dei favorevoli all’obbligatorietà del vaccino anche per altre categorie di lavoratori, dopo sanitari, insegnanti e forze dell’ordine.
“Il governo è ancora in tempo per introdurlo”, insiste il presidente di Confindustria Carlo Bonomi. E il ministro per la Funzione pubblica Brunetta auspica “un super Green pass per tutto il mondo del lavoro, pubblico, privato e autonomo”. Ormai “bisogna valutare misure più restrittive come l’obbligo vaccinale” o “l’ipotesi di limitare la circolazione delle persone che non hanno la protezione, che rischiano di mettere sotto pressione il sistema sanitario”, aggiunge il ministro per il Lavoro, Andrea Orlando, che rilancia sull’alternativa all’obbligo ovvero il lockdown dei no vax. Su quest’ultimo aspetto anche il governatore toscano Giani lancia un appello al Governo.
Gli esperti si dividono
“Una quarantena che preveda meno di 5 giorni di isolamento è un azzardo anche per chi è vaccinato con due o tre dosi ed è positivo al virus Sars-CoV2. Il motivo ce lo dicono i dati: la variante Omicron ha un’incubazione di 2-3 giorni e la trasmissione avviene nei due giorni prima dei sintomi e nei 2-3 giorni successivi”. Lo spiega all’ANSA Massimo Ciccozzi, direttore dell’Unità di Statistica medica ed epidemiologia molecolare del Campus Bio-medico di Roma. “La variante Omicron presenta una contagiosità come quella del morbillo, quindi molto elevata – sottolinea – anche chi ha fatto il vaccino è contagioso ovviamente, quindi nei giorni di quarantena dovrebbe tenere la mascherina Ffp2 pure in casa se ci sono dei familiari. E, se il Cts che si riunisce domani dovesse accorciare la quarantena per i vaccinati dagli attuali sette a cinque giorni, in ogni caso prima di far uscire le persone dalla loro abitazione, pur se con mascherina, indicherei un tampone per controllare la negativizzazione”. “Diminuire il periodo di quarantena per chi ha ricevuto le inoculazioni ha senso – commenta – specie se pensiamo a servizi come gli ospedali dove le assenze di medici, infermieri e altri operatori sanitari in isolamento perchè positivi, ha un peso notevole sul sistema sanità. Ma bisogna mantenere il principio di massima cautela per evitare che tra qualche settimana la diffusione di Omicron sia tale da capovolgere la situazione attuale”.
La possibile decisione del Cts su una riduzione della quarantena per le persone, vaccinate, che hanno avuto un contatto con un positivo “è corretta se la prevalenza della variante Omicron è ormai superiore alla Delta”. Così Guido Rasi, già direttore dell’Ema, oggi consulente del commissario per l’emergenza Covid-19 Francesco Paolo Figliuolo e direttore scientifico Consulcesi Club. Le due varianti “hanno tempi di incubazione diversi”, ricorda Rasi. Perciò “occorre capire a chi si può applicare questa mini quarantena – precisa – chi ha avuto un contatto con un positivo ha bisogno di un tempo di osservazione di 48-72 ore e dobbiamo essere sicuri di trovarci in presenza di Omicron e non di Delta”.








