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Elisabetta Bolondi (InPiù.net): «”Due vite”: romanzo insolito ed originale»

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«Come era stato ampiamente pronosticato da librai, amici scrittori, uffici stampa, Emanuele Trevi si è aggiudicato il Premio Strega 2021, con ampio margine di consensi, battendo i pur agguerriti inseguitori, Donatella Di Pietrantonio, Edith Bruck, la new entry Giulia Caminito, il romanzo insolito ed originale proposto da Bajani». Scrive Elisabetta Bolondi, sullo spazio Day Off di InPiù.net.

«Il piccolo libro di Trevi, appena 120 pagine, pubblicato da un editore prezioso come Neri Pozza, ha convinto gli amici di casa Bellonci e molti ammiratori dello scrittore romano che aveva mancato l’ambito Strega in una passata edizione».

«Ha una scrittura incisiva, matura, piena di rimandi culturali, a suo modo sintetica, tanti sono i temi e le suggestioni che questa sorta di romanzo propone. Il termine romanzo, infatti, sembra non del tutto coerente con la struttura del libro, che non è altro che un lungo e struggente ricordo di due amici, Rocco Carbone e Pia Pera, che non ci sono più da tanto tempo e da tanto tempo hanno lasciato un vuoto nell’animo dello scrittore. Una intera generazione di quasi sessantenni si rispecchia nella rievocazione dei riti amicali che avevano unito questi artisti sin dai tempi universitari, nei loro viaggi, negli incontri, nelle delusioni, nelle sconfitte».

«Rocco Carbone aveva scritto romanzi, aveva sposato una giovane aristocratica, era un uomo tormentato e spigoloso, aveva cambiato vita, e infine aveva concluso la sua giovane esistenza morendo in un misterioso incidente di motorino, mai del tutto chiarito. Invece Pia Pera, una gentile “signorina inglese”, come la definisce Trevi, relegandola poi in un giardino fiorito, che somiglia ai tanti giardini simbolici della tradizione letteraria. Morirà in seguito ad una malattia degenerativa, vissuta a lungo con estrema dignità».

«Un libro sull’amicizia, sui valori condivisi, sulle aspirazioni artistiche talvolta frustrate, sul mondo degli intellettuali romani che attraverso le brevi vite dei due cari amici che Emanuele Trevi rievoca proiettando anche su di sé il ricordo di visite, letture, emozioni che hanno contraddistinto una fase della storia di un piccolo gruppo di intellettuali attivo e desideroso di lasciare un segno. Che una morte precoce ha voluto fermare. C’è molta letteratura, filosofia, psicanalisi, arte, affetti nel libro di Trevi, amatissimo dalla critica, purtroppo un po’ troppo di “nicchia”, secondo la mia percezione. Molto venduto il libro, non so quanto letto e apprezzato da un pubblico pur vasto che segue fedelmente lo Strega».

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