Formiamo gli immigrati per poi meglio accoglierli. Lo propone Marino Longoni su Italia Oggi: “il recentissimo viaggio del ministro del lavoro, Marina Calderone, a Tunisi, per inaugurare centri di formazione professionale destinati a giovani che desiderano venire a lavorare e a vivere in Italia – scrive – potrebbe essere il primo passo concreto di un nuovo modo di approcciare il tema dell’immigrazione. Si tratta per ora di duemila ragazzi che avranno una formazione triennale, professionale e linguistica, ma sono già in rampa di lancio accordi con una decina di paesi, non solo africani, interessati alla formazione professionale in patria di giovani che poi verranno a lavorare in Italia.
Potrebbe essere la terza via tra chi sogna di erigere impossibili muraglie sul mare e chi invece vorrebbe generosamente accogliere tutti quelli che si affacciano sulle nostre coste. Tra Salvini e la Schlein.
Due posizioni che tradiscono ampie dosi di infantilismo demagogico e una certa alienazione dal mondo reale. Infatti, se la via del rifiuto totale degli immigrati è impraticabile a meno di voler sparare ai barconi, anche quella dell’accoglienza indiscriminata, pur rispondendo a un indubbio sentimento di solidarietà umana e di fratellanza universale, non può andare otre certi limiti, pena la dissoluzione stessa dello Stato di diritto. Uno Stato infatti – dice Longoni – non può esistere senza un controllo sul proprio territorio; quindi, senza poter decidere chi entra e chi no.
Se in Italia potesse entrare chi vuole, i cittadini normali (con l’eccezione quindi di quelli della sinistra ztl) si chiederebbero: perché dobbiamo pagare le tasse per mantenere stranieri che spesso sono portatori di una cultura incompatibile con la nostra, che pretendono di imporre una visione della vita e un sistema di valori confliggenti e, quando saranno sufficientemente numerosi pretenderanno pure di imporceli?
Non sarebbe più giusto che queste risorse vadano a beneficio dei nostri poveri, del nostro sistema sanitario, delle nostre infrastrutture?
Sono considerazioni banali, che circolano da tempo all’interno della maggioranza silenziosa (e spiegano almeno in parete il successo delle destre in molti paesi dell’occidente) ma non riescono a scalfire l’arroganza presuntuosa dei profeti della sinistra che – conclude – non vogliono vedere le contraddizioni e le violenze che stanno crescendo all’interno della società reale”.








