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Pompei riapre e punta ad ottenere almeno la metà dei visitatori dello scorso anno

La Fase 2 riconsegna ai turisti e agli appassionati la zona archeologica di Pompei. Visite, ovviamente, sottoposte alle regole della sicurezza dettate dall’emergenza sanitaria. Le nuove norme, al momento, parlano chiaro: dalle 9:00 alle 17:30 si entra a gruppi di massimo 40 per  volta, a 15 minuti di distanza, per consentirne il successivo allontanamento. Gli Scavi della  città sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. si possono visitare, previa prenotazione via internet sul sito della Soprintendenza, a un costo d’ingresso di soli 5 euro per le prossime due settimane.  Dal 16 di giugno il prezzo tornerà intero a 16 euro. Dal 6 giugno apriranno al pubblico anche i “siti minori”

“Dopo oltre 2 mesi e mezzo si riapre in maniera diversa – dice Massimo Osanna, direttore generale della Soprintendenza  archeologica di Pompei – termoscanner agli ingressi e mascherine. Entrata da piazza Anfiteatro, centrale per la città nuova, per interagire anche con i negozi e i ristoranti che  attendono la ripresa. Sarà una Pompei “nuova” a cominciare dai  giardini, con case che saranno riaperte dopo anni, come quella  di Cornelio Rufo, il cui restauro è appena terminato”.    

“Non riavremo gli oltre 4 milioni di  visitatori che abbiamo registrato lo scorso anno – ha continuato Osanna – speriamo di arrivare a 2 milioni, ma ci riterremo soddisfatti anche con 1 milione e mezzo di ingressi al sito.  Ora, però, invito tutti a girare per il sito perché in questo momento Pompei è ancora più bella: ha qualcosa di metafisico per chi la attraversa con le strade vuote”.    

Oltre che al fisiologico calo di visitatori, preoccupa un po’ tutto l’indotto che un sito come Pompei comporta. Sono circa 400 i locali ed i ristoranti che al momento non riaprono. ”Pompei ci ha insegnato che è una città resiliente – ha commentato Osanna – è risorta da eruzioni, terremoti, guerre e furti dei tombaroli”.

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