Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Arriva l’espansione della sovranità digitale | L’intervento di Giusella Finocchiaro

Il contrasto fra un fenomeno per sua natura trasnazionale e il diritto, prevalentemente nazionale e comunque collegato a uno spazio geograficamente definito, si è posto fin dall’avvento di Internet.

Oggi lo stesso tema si ripropone sotto altre spoglie, ed è divenuto il tema della sovranità digitale.

Internet, da rete senza frontiere, è divenuta oggetto dell’esercizio di una nuova sovranità, che ha ad oggetto i nuovi beni digitali.

Ma è utile fare un po’ di storia. Fin dalla comparsa di Internet si era posto il problema della sua regolazione giuridica, dal momento che si era configurato uno spazio di azione scollegato da un territorio fisico.

Mentre “il diritto ha bisogno del ‘dove’”, come scrisse Irti, “The trouble with cyberspace (…) is that there is no ‘there’, there”, come si legge nella letteratura americana degli anni novanta.

Fino a poco tempo fa, le regole sono state essenzialmente tecniche, nella duplice accezione di tecnico-informatiche e di tecnico-giuridiche. Da un lato, la tecnologia ha dettato le modalità di interazione e veicolato implicitamente alcune soluzioni, secondo quella lex informatica che è stata teorizzata da Lessig e Reidenberg. Dall’altro, il diritto si è sviluppato seguendo le regole dei contratti, configurando un nuovo ius mercatorum.

Gli Stati nazionali sono stati assenti: la materia da regolare andava oltre le frontiere nazionali e quindi lo strumento normativo da utilizzare non era immediatamente disponibile.

Ma nel tempo il vuoto è stato riempito.

La sovranità digitale, di fonte privatistica ed esercitata con strumenti tecnologici, si è espansa: così le regole sulle piattaforme digitali e progressivamente le forme di risoluzione delle controversie esercitate anche utilizzando gli strumenti informatici e l’intelligenza artificiale.

Oggi il problema è divenuto quello della sovranità digitale e gli Stati si vogliono riappropriare del potere che avevano lasciato esercitare ai privati, come le grandi piattaforme.

In questo senso, è evidente l’azione dell’Unione Europea. Nel 2020, la Presidente della Commissione europea, Von der Leyen, nel discorso sullo stato dell’Unione chiaramente affermò: “è in gioco la sovranità digitale dell’Europa”.

Nel contesto geopolitico, dunque, la strategia dell’Unione europea è quella di porsi come leader nella produzione normativa e fare sì che il modello europeo divenga un riferimento globale e possa essere adottato nelle altre regioni geopolitiche (il cosiddetto “effetto Bruxelles”).

Non si compete con la Cina e con gli Stati Uniti sulla produzione tecnologica, bensì su quella normativa.

Ancora una volta, si conferma il disegno strategico del legislatore europeo il cui scopo ultimo, in questo caso, è quello di costruire un mercato unico digitale europeo, dal GDPR, al Digital Services Act, alle norme sull’intelligenza artificiale.

All’interno di questo modello si salvaguardano non soltanto i diritti fondamentali, ma anche i “valori” europei, a sottolineare che il modello proposto non è solo normativo, ma culturale.

Fra i molti effetti che ha prodotto anche in campo giuridico, la guerra in Ucraina ha condotto anche a un rafforzamento del ruolo degli Stati nazionali nel settore del digitale. Anche il legislatore nazionale, come quello italiano, per ragioni di cybersecurity, si riappropria del proprio ruolo.

Fuori dall’Unione Europea, è forse inutile ricordare le norme recentemente varate dal governo russo, su social e fake news.

Mentre il potere politico negli Stati Uniti lascia alle grandi corporation amplissimo spazio, in Cina si sono registrati recentemente alcuni interventi volti a limitarne il potere, anche con emanazione di leggi antitrust. E, nel settore della protezione dei dati e della sicurezza: Personal Information Protection Law (PIPL), Data Security Law (DSL) e Cybersecurity Law.

L’affermazione della sovranità digitale è certamente un tema politico che non può essere disgiunto da quello economico: oggi, quando appare evidente che i dati rivestono un valore economico sempre crescente, le regole giuridiche che li governano rendono evidente tutta la loro importanza.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.