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[Anteprima] Green Pass obbligatorio da ottobre per tutti i lavoratori pubblici e privati. Ecco le nuove regole e le sanzioni

Il governo domani introdurrà l’obbligo di Green Pass per tutti coloro che lavorano nella pubblica amministrazione.

Quindi ministeriali, dipendenti di Regioni, Comuni e Province, società di natura totalmente pubblica, ma anche esercito e forze dell’ordine.

Il certificato dovrebbe essere obbligatorio inoltre per magistrati e chiunque lavori nei tribunali, mentre per gli Organi costituzionali una norma dovrebbe rinviare la decisione alla loro autonomia.

Secondo stime della Funzione pubblica, essendo già obbligati al vaccino i sanitari e al Green Pass il personale scolastico, non sono più di 300 mila quelli nel resto della Pa che ancora non si sono sottoposti alla prima dose di vaccino.

L’obbligo dovrebbe entrare in vigore da lunedì 18 ottobre, per dare modo a tutti di prenotarsi e poi far passare i 15 giorni dalla prima vaccinazione che occorrono per ottenere il Green Pass.

Chi non ottempera all’obbligo di esibire il certificato non potrà accedere al lavoro e la sua assenza sarà considerata ingiustificata.

Al quinto giorno scatta la messa in aspettativa con relativa sospensione dello stipendio.

Il tutto accompagnato da multe da 400 ai 1.000 euro.

Il controllo sarà affidato a un’app fotocopia di quella utilizzata nella scuola mentre la verifica spetterà a capi ufficio e responsabili del servizio.

Il settore privato

Quello dei lavoratori del settore privato è il vero nodo da sciogliere in vista del decreto ter sul super Green Pass. Le forze di governo sono ancora indecise se introdurre subito l’obbligo per tutti o procedere per step (scrive il quotidiano La Stampa), rinviando di una settimana il vincolo della certificazione verde per i privati.

In quest’ultimo caso anche l’entrata in vigore dovrebbe slittare di una settimana, arrivando così a1 25 ottobre. Molti nell’esecutivo preferirebbero però stringere i tempi, perché è proprio nella pancia del privato che si annida ancora il grosso dei lavoratori non vaccinati: si stima due milioni e mezzo.

Nella tornata dei privati dovrebbe scattare l’obbligatorietà anche per i dipendenti delle partecipate dal pubblico, per un totale di circa 300 mila addetti.

I controlli dovrebbero essere affidati ai vari responsabili di servizio o di reparto anche se poi, ad avvenuta segnalazione, le sanzioni saranno compito di una autorità pubblica.

Comunque anche per i lavoratori del privato e per quadri e dirigenti che ometteranno i controlli dovrebbero scattare multe tra 400 e mille euro.

Come nel pubblico, senza pass non si entra al lavoro e dopo 5 giorni scatta l’aspettativa non retribuita.

Non è previsto il licenziamento perché a tutti si vuole lasciare la possibilità di mettersi in regola con i vaccini.

Già stabilito l’introduzione dell’obbligo per il personale di Bar, ristoranti, piscine, servizi alla persona (centri estetici e parrucchieri) e settore trasporti.

Quando sarà la volta dei lavoratori privati potrebbe scattare l’obbligo anche per i commercianti. Non solo baristi e ristoratori, inglobati da subito nella pattuglia di chi lavora in attività per le quali il Green Pass è già richiesto ai clienti, ma anche per tutti gli altri, compresi i lavoratori dei supermercati e della grande distribuzione in generale.

Quindi il Green Pass si estenderà ad esercenti e commessi dei negozi di abbigliamento, scarpe, articoli sportivi, elettrodomestici e quant’altro.

Resta il nodo dei controlli, quello di commessi e dipendenti spetta all’esercente, che a sua volta potrà essere controllato soltanto dalle forze dell’ordine.

Anche in questo caso per chi fa il furbo e continua ad ignorare l’obbligo del lasciapassare sanitario scattano le multe da 400 a mille euro. Ma a rischiare grosso è il titolare del negozio, perché alla terza infrazione in tre giorni diversi scatta la chiusura dell’attività, che può andare da uno a dieci giorni.

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