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Angelo Baglioni (Direttore Osservatorio monetario): «La crisi di governo non ha scosso i mercati. Ma un periodo di instabilità peserà sul nostro debito»

Con la crisi della maggioranza di governo i mercati, soprattutto del debito pubblico, non hanno subito grossi scossoni grazie alla «rete di sicurezza della Bce», ma un lungo periodo di instabilità «peserà sul nostro debito». È questa l’analisi di Angelo Baglioni, docente di economia monetaria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore dell’Osservatorio monetario, circa gli effetti sui mercati provocati dalla crisi politica.

Alla rete di sicurezza della Bce si aggiunge anche quella dei piani «europei di aiuti sul fronte degli investimenti», spiega Baglioni. La situazione attuale, dunque, è molto diversa rispetto a quella vissuta «qualche anno fa, quando l’instabilità politica provocò una impennata dello spread. Ora c’è questa rete di sicurezza ed è chiaro che le reazioni dello spread e della Borsa sono contenute. Naturalmente è una fase di incertezza e quindi un minimo di volatilità è fisiologica. Se poi si dovesse andare verso le elezioni questa volatilità aumenterà ancora».

Baglioni ribadisce la necessità di avere una situazione politica stabile. «Se l’instabilità dura poco, alla fine non ha un grosso effetto sui conti pubblici. Ma se una situazione instabile dovesse durare per diversi mesi allora ci potrebbero essere degli impatti che poi si riflettono sul costo del debito pubblico». Sul fronte del governo, il docente universitario ritiene che sia necessario avere un esecutivo «stabile e che non rompa i rapporti con l’Europa».

Questo governo, aggiunge, ha instaurato un «ottimo rapporto con la commissione e gli altri partner europei ed è riuscito a portare a casa il pacchetto di risorse. L’erogazione delle tranche del Recovery è legata al fatto di presentare dei progetti che dovranno essere approvati dalla Commissione». Quindi, per avere questa «montagna di fondi», conclude, «ritengo che sia necessario continuare a mantenere dei buoni rapporti con l’Europa».

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