“Un anno fa, il 20 gennaio, Donald Trump ritornava alla Casa Bianca. In realtà la presidenza Maga è un fatto politico permanente dall’ormai lontano 2016.”
Ne scrive Mario Sechi su Libero parlando delle difficoltà europee ad adattarsi ai nuovi scenari: “Gli ultimi 10 anni sono stati un ciclo storico nel segno di Donald e la parentesi crepuscolare di Joe Biden ha finito per rafforzare lo storico ritorno dell’uomo di Manhattan. Trump fa Trump e il piccolo establishment del Vecchio Mondo annaspa di fronte al Mondo Nuovo che in fondo è antichissimo, dai dazi agli acquisti in dollari di territorio, dalle operazioni militari nei Caraibi al bastone e la carota con il Cremlino, dagli ammonimenti con il guantone da boxe agli alleati europei al ping pong con la Cina.”
“Trump – scrive il direttore – segue (in)consapevolmente il filo della storia americana: vuole pronta cassa la Groenlandia come i suoi predecessori più di un secolo fa, alza e abbassa le tariffe come il capitano di un transatlantico muove la leva del motore, ordina nel 2019 il lancio di un missile a Baghdad contro il generale iraniano Qassem Soleimani, sei anni dopo, lo stesso giorno, sempre il 3 gennaio, spedisce la Delta Force in Venezuela per dare la buonanotte a Nicolas Maduro. Ha il pallino degli anniversari, Donald.”
“Qualche giorno fa ha preso le misure di Ali Khamenei, poi ci ha ripensato e l’ayatollah di Teheran è ancora vivo (per ora). Trump è dietrofront e avanti march. Era tutto chiarissimo. E ci siamo infilati in grosso guaio diplomatico spedendo un manipolo di soldati in Groenlandia, al Pentagono Hegseth ci ha fatto sopra un paio di flessioni, mentre noi ora non sappiamo come uscirne senza pagare dazio.”
“Un fiasco strategico. Stupisce lo stupore, quel che lascia attoniti è l’ignoranza. Quest’anno si celebrano i 250 anni della fondazione degli Stati Uniti (4 luglio 1776) e sembra che questa storia di splendore e misera, gioia e dolore, guerra e pace, sia ignota alle presunte classi colte europee.”
“Stupisce lo stupore, quel che lascia attoniti è l’ignoranza. Quest’anno si celebrano i 250 anni della fondazione degli Stati Uniti (4 luglio 1776) e sembra che questa storia di splendore e miseria, gioia e dolore, guerra e pace, sia ignota alle presunte classi colte europee. Non c’è un’altra America, c’è questa, come c’era quella di Lincoln al tempo di Lincoln, c’è quella di Trump al tempo di Trump. L’Europa in che tempo vive? E un mistero chiuso in una bottiglia. E nessuno se la beve.”








