«Ogni paese sarà chiamato a fare la sua parte per assicurare il benessere delle generazioni future, ma nessuno potrà da solo conseguire gli obiettivi che è necessario raggiungere». Lo ha detto il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, alla presentazione del rapporto Asvis sullo sviluppo sostenibile. «Il tema della sostenibilità ambientale è una sfida globale che richiede una forte e intensa collaborazione e cooperazione internazionale».
Nel suo intervento su “Le banche centrali e la finanza per lo sviluppo sostenibile” Visco ha precisato che «All’interno di ciascun Paese, tutti gli attori principali dovranno dare il loro contributo: cittadini, imprese e istituzioni. Come banca centrale siamo pronti a continuare a dare, nelle forme coerenti con il nostro ruolo e il nostro mandato, un contributo utile e attivo».
Le banche centrali tengano conto dei rischi climatici
«Benché siano i governi ad avere gli strumenti più efficaci per contrastare e gestire le questioni climatiche e ambientali, il tema è rilevante anche per le banche centrali, soprattutto per quelle che, come la Banca d’Italia, hanno responsabilità di vigilanza sul sistema bancario». È l’avvertimento lanciato dal governatore della banca d’Italia Ignazio Visco secondo il quale «tra i potenziali fattori di rischio per gli intermediari finanziari di cui devono tenere conto le autorità di vigilanza non possono non essere compresi quelli connessi con il clima e l’ambiente».
Nel suo intervento all’Asvis Visco ha osservato tuttavia che «questi fattori vanno tenuti presente anche nelle altre attività di banca centrale, innanzitutto per i loro effetti economici: i rischi derivanti dal cambiamento climatico, dalla perdita di biodiversità, dal deterioramento delle condizioni sociali e dalla qualità della gestione delle imprese influiscono sulla crescita effettiva e potenziale dell’economia. Si tratta quindi di rischi che possono condizionare la capacità delle banche centrali di conseguire gli obiettivi istituzionali di stabilità dei prezzi e di stabilità finanziaria». A suo parere «occorre, ovviamente, che per ogni banca centrale l’azione in tema di sostenibilità ambientale sia ben raccordata con i compiti e le funzioni previste dal proprio mandato».








