La discussione intorno alla Ripartenza e al Recovery Fund si anima alla ricerca di un Nuovo Pragmatismo, quello che presuppone che molte delle regole sono o verranno riscritte. Se il Digitale può e deve essere il super conduttore che collega Stato Risorse Cittadini ed Aziende, poche ma sostanziali discontinuità si impongono
Val più la Pratica della Grammatica… questo incipit proverbiale ci ricorda che spesso è la capacità di agire – una lingua come una disciplina – a fare la differenza rispetto alla perfetta conoscenza delle regole e dei principi. Pragmatica (curiosa sintesi apparente di pratica e grammatica) è l’attitudine di chi sa che cambiare il sistema delle regole è spesso un processo lento e faticoso e rivolge quindi la propria attenzione a come usare al meglio la strumentazione disponibile.
Ma oggi molteplici sono i segnali di cambiamenti profondi nella grammatica sociale ed economica: cambiamenti che già stanno avendo impatti devastanti e trasformeranno – se vogliamo, aggiungendosi a quelli che derivano dalle incombenti urgenze ambientali – la nostra esperienza del mondo. Occorre quindi una nuova Pragmatica che, rimanendo scevra da qualunque illusione sulla immediata efficacia pratica di una fase semplicemente (Ri)Costituente, punti all’obiettivo Pratico, la Rinascita, tenendo conto che la Grammatica sta cambiando e proprio in questo, forse, vanno cercate anche le principali opportunità.
Se vogliamo, la prima regola della Nuova Grammatica è già stata riscritta – o è in corso di riscrittura – e ci dice che ci sono i soldi per fare e rifare tutto: dopo anni o decenni di bilanci pubblici nei quali le risorse per il cambiamento erano solo una frazione di quanto necessario per garantire la continuità, la proporzione si è clamorosamente ribaltata lanciando un incredibile guanto di sfida alla nostra capacità di far accadere le cose.
Sfida cruciale soprattutto per il nostro Paese, nel quale un’impressione sgradevole di inadeguatezza è la nota dominante di questo ritorno alla vita. Il problema della crisi dei consumi, rispetto al quale, negli scorsi dieci anni, siamo stati oggettivamente gli ultimi della classe, rischia di essere pesantemente aggravato da nuove abitudini e nuove modalità di relazione sociale. La dinamica degli investimenti che pareva riaffacciarsi alla prospettiva dopo anni di ripiegamento, è sospesa di fronte all’incertezza degli scenari: l’unico volano atto ad evitare che la macchina si fermi definitivamente, quello dell’investimento pubblico, negli ultimi anni è sembrato non riuscire a liberarsi dalle tenaglie della paura di sbagliare e della necessaria riduzione della spesa.
La Panacea Digitale
Il Digitale sembra essere un farmaco buono per tutti gli usi, ma è chiaro che la profilassi non può essere di routine; se terapia deve essere, quindi, che sia intensiva. E la Nuova Pragmatica, se serve, deve affidarsi anche alla riscrittura rapida ed intelligente di alcune regole per rendere possibile una pratica salutare e risolutiva. Vediamo quali.
Il presupposto digitale
Significa che non possiamo più accettare che il digitale sia un opzione tra le altre, graduale e progressiva. Nella Nuova Pragmatica il digitale è disponibile per tutti e per tutto, a livello di infrastruttura e di servizi, è scontato a meno di eccezioni. Realizzare questa prospettiva in mesi è non solo possibile ma doveroso; certo saranno da destinare a questo scopo una parte dei fondi di Recovery – applicati in modo “furbo”, come si vedrà in seguito -, ma i vantaggi in termini di efficacia (si badi bene non di efficienza) saranno enormi. Molti di questi vantaggi risultano evidenti per le considerazioni successive mentre è importante sottolinerare come solo su questa base si possano implementare strategie concrete ed efficaci di inclusione di coloro che per vari motivi si trovano esclusi dall’accesso digitale: cioè, qualunque costo straordinario per portare il 99% al 100% sarà accettabile dalla comunità.
Lo Stato ( e l’Amministrazione) come Piattaforma
Se il presupposto digitale è valido, la conseguenza è uno Stato Piattaforma di Servizi. Almeno in questo caso la grammatica vigente può essere conservata? Stiamo da tempo modernizzando i servizi della PA con interfacce digitali, e uno sforzo altrettanto grande lo stiamo mettendo nell’integrazione orizzontale tra le varie piattaforme… Ma la risposta è no: è bastata l’improvvisa necessità di verifica dello stato di integrazione dei sistemi relativi alla sanità (ossia il fornire una rappresentazione comparata dei principali indicatori di sviluppo del contagio e della sua gestione) per offrirne una rappresentazione davvero ingenerosa, soprattutto riguardo agli sforzi economici che erano stati fatti per realizzarli.
Il motivo è evidente (almeno a chi si occupa di queste tematiche da anni) ed è che continuando a dare allo sviluppo digitale di supporto ai processi operativo/amministrativi una dimensione plurale a livello macro organizzativo (Enti, Ministeri, Agenzie) che territoriale la complessità diventa enorme e gli sforzi di integrazione senza fine. Ovviamente, la democrazia ed il Titolo V non c’entrano nulla. Aziende globali di complessità paragonabile alla “macchina statale” stanno da anni effettuando (e portando a termine in mesi) processi di Digital Trasformation: di nuovo si tratta di dare spazio alla dimensione digitale cambiando la grammatica funzionale – ossia dei silos organizativi, in pratica chi ha potere su cosa – senza in alcun modo intaccare l’indipendenza operativa e decisionale di chi ha le responsabilità.
In termini pratici, lo Stato come Piattaforma Digitale definisce ed implementa a livello informatico una serie di processi essenziali e li mette a disposizione di chi (Agenzie, Istituzioni Territoriali) li dovrà trasferire – sottoforma di “App”, se vogliamo – ai Cittadini ed alle Aziende, definendo approcci e priorità ma senza intaccare la qualità dei dati sottostanti, né la coerenza dei processi. Spiegare le opportunità create da un simile approccio richiederebbe una lunga trattazione: in sintesi in meno di 24 mesi potremmo trasformare quelli che oggi sono considerati “Colli di Bottiglia” in Leve per lo Sviluppo. E’ un tema non facile – soprattutto perché implica aspetti organizzativi che divengono in qualche modo istituzionali – ma l’opportunità di affrontarlo avendo a disposizione risorse straordinarie è di quelle che non si possono perdere.
Uno Stato-Piattaforma che opera come un player digitale riesce anche ad integrarsi meglio con il Mercato delle soluzioni digitali: non con un ruolo meramente normativo (i cui spazi di manovra sono sempre più risicati), bensì facendo valere il peso delle masse critiche che riesce ad attrarre; considerazione, questa, ancor più valida se l’urgenza di questa Rinascita ci convincerà che definire in modo più deciso la soluzione digitale sul Tracciamento Individuale (Identità Anonima) e sul Tracciamento finanziario (Moneta di Scopo) sia proprio un compito di questa Piattaforma.
Identità Anonima
Sappiamo quanto la soluzione per il tema del tracciamento e il controllo del distanziamento sociale siano legati all’opportunità di ripresa di interi settori economici, assolutamente decisivi per l’Italia e soprattutto per le sue aree economicamente più deboli. Partiamo da questa impellente esigenza per verificare che la nostra Identità è protetta fondamentalmente dalla difficoltà a riconciliare i dati che ci riguardano, disseminati dappertutto e che, viceversa, l’anonimato della nostra Identità dovrebbe essere progettato ed implementato Quanto è stato fatto per l’App Immuni o, se ancora non ideale, una successiva versione, deve essere messo a disposizione di tutti i Marketplace Digitali, attraverso la Piattaforma di cui ho appena parlato. Di sicuro, una soluzione poco convincente sul tema dell’Identità Anonima può essere un formidabile inibitore al raggiungimento della massa critica: viceversa trascurare il tema significarà riaprire le porte al contagio, ed in entrambi i casi le ricadute sarebbero molto gravi
La Moneta di Scopo
Miliardi di Euro, nei prossimi anni, dovrebbero riversarsi in attività produttive , in sussidi alle persone (consumo, studio, etc.), in incentivi allo sviluppo digitale. Certo potremmo definire una strategia di allocazione, convertire i fondi in moneta corrente alla prima transazione, e contabilizzarli in modo sufficiente a validarne l’utilizzo. Ma potremmo anche dare a questi “voucher” una dimensione digitale, funzione del tempo, e renderli moneta: potremmo definire, ad esempio, un trattamento fiscale ad hoc e degli incentivi specifici. Insomma potremmo utilizzarli per supportare una economia dello sviluppo in grado di decollare.
Sintesi
Le Piattaforme di Mercato Digitali. Un ruolo importante nella partita economica della Ripresa si giocherà intorno ai cosiddetti Marketplace. I luoghi dell’incontro digitale tra domanda ed offerta – non necessariamente di natura commerciale – possono diventare una base di Ripartenza per l’Azienda Italia ma, come è facile intuire, i fattori critici di successo sono diversi e tutti importanti: la massa critica da entrambi i lati (supponendo per semplicità che siano solo due) implica incentivi sostenibili ma sostanziali, deve essere assicurata l’integrazione con infrastrutture hard e soft (dalla larga banda al sistema dei pagamenti) e su alcune di questi lo Stato può e deve avere in ruolo in quanto garante della sicurezza in senso lato e della privacy. Tra un ruolo verticale della PA e la fiducia a priori sulla libera strutturazione del mercato la soluzione migliore è la terza: compito della Nuova Pragmatica definirne le Regole e la loro Pratica.








