Valeria Frittelloni, Direttrice del Dipartimento di Sostenibilità Ambientale dell’ISPRA, ha partecipato in qualità di relatrice al Cenacolo della Ripartenza sul tema “Rifiuti e ambiente. I nuovi beni nell’economia“.
I Cenacoli della Ripartenza sono organizzati dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia e vengono ospitati dal Circolo dei Magistrati della Corte dei conti in Roma.
Sono molto contenta di essere qui, l’ISPRA ha una grossissima attività sui rifiuti e anche sull’economia circolare, e proprio la parte dei rifiuti è uno dei fiori arrucchiello dell’istituto.
Ogni anno pubblichiamo un report sia su rifiuti speciali e un report sui rifiuti urbani, abbiamo una banca dati online con tutti i dati sulla gestione, produzione e gestione dei rifiuti, che è il catasto nazionale dei rifiuti, che rendiamo disponibile a tutti i cittadini e a chiunque voglia avere informazioni sui dati.
Ma soprattutto svolgiamo un’attività molto importante di istruttoria e di supporto per il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, quindi siamo ingaggiati un po’ a 360° su tutte le attività che riguardano l’economia circolare e la gestione dei rifiuti, non ultimo la rendicontazione dei dati rispetto al raggiungimento degli obiettivi del paese alla comunità europea e anche il monitoraggio del raggiungimento dei target del PNRR.
Noi sappiamo che il nostro Paese è un paese povero di materie prime e quindi l’economia circolare è uno degli asset fondamentali per l’approvvigionamento del nostro sistema industriale. L’Italia è da sempre un paese a vocazione sull’economia circolare, proprio perché essendo poveri da sempre ci siamo ingegnati a riciclare quello che potevamo nelle nostre industrie, quindi abbiamo questa grande tradizione, però oggi siamo chiamati a fare un passo in più, a affiancare a questa vocazione storica anche l’innovazione tecnologica, perché per stare al passo con le grandi economie mondiali dobbiamo affiancare all’artigianalità, alla fantasia, all’estro italiano anche l’innovazione tecnologica e quindi questo è il grande passo che dobbiamo fare.








