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Adolfo Urso (Copasir): «Occorre dire la verità alle nostre imprese. La guerra sarà lunga e bisogna attrezzarsi: autonomia produttiva occidentale e ripensare i mercati di riferimento»

«La guerra non finirà nei prossimi giorni», dice il presidente del Copasir, Adolfo Urso «saremo costretti a nuove sanzioni nel tentativo di fermare la guerra». E continua: «È sicuramente importante il messaggio di fiducia che dal Vinitaly giunge al Paese per una ripartenza assolutamente necessaria trainata proprio del Made in Italy e dalle sue eccellenze. Ma» sottolinea, «dobbiamo essere chiari sia con le nostre imprese sia con la nostra Unione Europea».

«Non si tratta» ha sottolineato Urso «di una prova muscolare ma di difendere le nostre libertà, i valori fondamentali della nostra civiltà minacciate dai sistemi autocratici che utilizzano ogni cosa per realizzare la loro politica di potenza. Non si tratta purtroppo di una breve parentesi di qualche settimana ma di una svolta nella storia che ci impone una diversa e consapevole politica di difesa anche economica. Per questo le nostre imprese devono sapere che dobbiamo attrezzarci. Nulla tornerà come prima».

«Dobbiamo perciò» ha proseguito il presidente del Copasir «aprire nuovi mercati e realizzare la necessaria autonomia strategica europea e occidentale, economica, energetica e produttiva, che riguarderà anche il sistema alimentare. Dobbiamo chiedere all’Europa che il costo delle sanzioni sia ripartito in modo equo tra i paesi e i settori produttivi, consapevoli che il Veneto è la regione più esposta perché la più internazionalizzata nei confronti dell’Europa orientale, e predisporre tutti gli interventi di sostegno necessari per compensare direttamente le imprese che subiranno le maggiori conseguenze della guerra della Russia in Ucraina e delle necessarie sanzioni che il mondo libero ha predisposto per fermare le armi. Il costo dell’energia certo, ma non solo, basti guardare proprio al settore agroalimentare, che ha bisogno di particolare attenzione».

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